Spedizioni punitive contro gay e immigrati: chiusa l’inchiesta sui neonazisti di La Spezia

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Nelle carte anche alcune conversazioni private Whatsapp: "Niente gerarchie o doveri, solo odio e discriminazioni razziali".

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Sono serviti tre mesi di accertamenti in Procura per tirare le fila dell’inchiesta sulla cellula neonazista che organizzava spedizioni punitive contro gay e immigrati a La Spezia.

Tra i membri della cellula figurava Sebastiano Maggiani, 21 anni, oggi membro di un gruppo anarchico e arrestato un mese fa con l’accusa di aver preso parte a un pestaggio ai danni di alcuni esponenti di Casa Pound. Nell’avviso della conclusione delle indagini preliminari, notificato ieri agli indagati, Maggiani viene indicato come la figura principale della cellula Autonomi Naziskin La Spezia che si era resa protagonista di numerosi episodi di violenza in zona.

Raid vandalici nella sede del Partito Democratico a Follo, svastiche, incendi contro i cassonetti utilizzati dalla Caritas per raccogliere indumenti usati e spedizioni a caccia di immigrati, omosessuali e antifascisti.

Nelle carte dell’inchiesta, condotta dal procuratore capo Antonio Patrono, sono riportate anche alcune conversazioni che il gruppo scambiava su una chat privata di Whatsapp: “Niente gerarchie, obblighi o doveri: solo odio e discriminazioni razziali”.

Ora si attenderà il processo.

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