Gay insultato e picchiato di fronte a un Mac Donald’s

Allarme omofobia: ancora un’aggressione ai danni di un uomo di 47 anni, insultato e picchiato da tre giovani italiani sulla Milano-Meda, dopo essere stato visto in una zona di battuage

Milano – Questa vergognosa ondata di violenza omofoba sembra non arrestarsi più. Un’altra aggressione ai danni di un omosessuale, intorno alle ore 23 di lunedì 30 novembre, a Milano. Da quanto ci racconta la Questura, la vittima è un uomo, italiano, di 47 anni picchiato e insultato pesantemente da tre giovani, età intorno ai 25 anni, vestiti di scuro, anche loro italiani. I tre hanno preso di mira l’uomo mentre sostava, con la sua auto, nella zona di battuage di Bruzzano, frequentata anche da marchette, alcune coppie e da bisex. L’uomo insospettito si è allontanato e ha cercato rifugio in una stazione si servizio, sperando che la presenza di altre persone potesse scoraggiare i malintenzionati. Non è andata così. Dopo essere stato seguito fino all’area posta in via Rubicone, lungo la statale Milano-Meda, quando l’uomo è sceso dall’auto, in due lo hanno aggredito, buttato a terra per poi riempirlo di calci e pugni al volto, gridando insulti a sfondo sessuale, come brutto frocio. Per sfuggire alle percosse l’uomo è  riuscito a entrare al Mac Donald’s adiacente all’area di servizio. 

All’interno del locale l’uomo si è rifugiato nell’ufficio del responsabile, dove ha chiamato il 113. Gli aggressori nel frattempo sono scappati velocemente. Uno, infatti, sembra fosse rimasto al posto di guida dell’auto, pronto per la fuga. La vittima ha raccontato alla polizia di aver notato, prima dell’aggressione, i tre ragazzi a bordo di una station-wagon, mentre si trovava nel piazzale del cimitero di Bruzzano, subito dopo l’inizio di Parco Nord, dove ogni sera c’è un certo giro di incontri, tendenzialmente sul genere ursino. Il gruppo aveva in precedenza cercato di bloccare la sua vettura, accendendo i fari abbaglianti. L’automobilista si era quindi allontanato e, dopo aver imboccato la Milano-Meda, si era rifugiato all’interno dell’area di servizio dove è stato comunque raggiunto e picchiato sotto gli occhi di diversi testimoni. Sul caso sembra addirittura stia indagando la Digos, che sta cercando di risalire all’identità degli aggressori, anche attraverso le telecamere a circuito chiuso di cui è dotata tutta l’area di servizio. Al momento dell’intervento degli agenti di polizia l’uomo ha rifiutato la lettiga e l’ambulanza. Si presume quindi che, per fortuna, le lesioni riportate siano lievi.

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