Uccide un uomo gay e inneggia a Hitler col suo sangue: killer arrestato dopo 18 anni

Le indagini sull’omicidio avvenuto in Spagna erano state riaperte due anni fa.

È in attesa di estradizione l’uomo che nel 2000 avrebbe ucciso un omosessuale e scritto con il suo sangue “Hitler aveva ragione”.

Potrebbe finalmente aver trovato una soluzione il caso dell’assassinio di un uomo gay a Montgat, città a nord di Barcellona, avvenuto nel 2000. Un omicidio che, secondo El Pais, era stato inizialmente attribuito ad un movente razziale; la vittima infatti era stata lasciata seminuda in una pozza di sangue e con un’inquietante scritta sul muro a favore di Hitler.

Scartata dopo poco questa ipotesi, l’indagine si era arenata. Ora invece il movente sarebbe stato identificato con l’omofobia. Il responsabile infatti sarebbe un omofobo ex militare colombiano, che al tempo era in servizio in terra iberica nell’esercito spagnolo. Secondo alcune testimonianze, l’uomo in quel periodo avrebbe espresso simpatie naziste e avrebbe anche confessato di aver ucciso proprio un omosessuale a Barcellona.

Per la ricostruzione degli inquirenti la vittima, un 45enne di origine ecuadoriana, e il killer si erano dati appuntamento dopo essersi contattati tramite gli annunci di incontri sulla stampa. I due avrebbero bevuto molto, prima di ritirarsi nell’appartamento di un anziano assistito dalla vittima, dove questa è stata uccisa a coltellate. Con il suo sangue l’assassino ha scritto il suo sostegno a Hitler e al KKK, per poi porre un fiore di plastica dietro una delle orecchie del cadavere.

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Tre anni dopo e senza progressi nell’indagine, una fonte anonima aveva telefonato alla cugina della vittima e le aveva fatto ascoltare la registrazione audio dell’omicidio. La donna dichiarò di avere sentito la voce dell’uomo che implorava il suo assassino di non ucciderlo. Sulla tomba inoltre erano stati lasciati dei fiori che non erano riconducibili a nessuno dei parenti.

Riaperto il fascicolo da parte della polizia catalana, il sospettato è stato individuato confrontando i tabulati telefonici della vittima e le persone già schedati per precedenti violenti. In questo modo è stato rintracciato il presunto killer, che dal 2009 era tornato in Colombia. È in stato di fermo e in attesa di estradizione verso la Spagna.