Gay nella doccia? Per l’86% dei giocatori di football va bene

Un sondaggio fatto dopo il coming out di Michael Sam rivela che l’86 per cento dei giocatori non ha problemi a dividere la doccia con un gay. Ma i problemi arrivano nello spogliatoio.

Dopo il coming out di Michael Sam, il primo giocatore dell’NFL ad avere dichiarato la propria omosessualità, NFL Nation ed ESPN Magazine hanno lanciato un sondaggio per vedere come i giocatori di football si relazionano con la possibilità di avere dei compagni di squadra gay. Secondo quanto dichiara ESPN sono stati sottoposti al sondaggio 51 giocatori ai quali sono state poste domande a cui potevano rispondere solamente “vero” o “falso”. La maggior parte di loro ha dichiarato di non avere problemi a fare la doccia con altri giocatori gay, ma non tutti si sono trovati d’accordo sul fatto che una persona dichiaratamente gay si troverebbe a suo agio negli spogliatoi.

Degli intervistati, 44 hanno risposto che l’orientamento sessuale dei loro compagni di squadra non è un argomento di loro interesse e 39 hanno risposto che non avrebbero problemi a fare la doccia con giocatori omosessuali. In 32, però, hanno dichiarato che nella scorsa stagione, altri compagni di squadra o il loro allenatore hanno usato espressioni omofobe e alla domanda se un giocatore gay si sentirebbe a proprio agio in uno spogliatoio, in 25 hanno risposto di sì, mentre in 21 hanno detto di no.

In cinque non hanno risposto. Un giocatore che è rimasto anonimo ha dichiarato che nel caso ci fossero uno o più gay in squadra, si dovrebbero tenere degli incontri ad inizio stagione durante i quali ognuno deve poter chiedere cosa farebbe sentire a proprio agio le persone omosessuali, cosa le offenderebbe e quali sono i confini da non superare. Quando si tratta di etnie, infatti, “la gente sa già quali sono i confini. Ma non penso che i giocatori di football abbiano familiarità con cosa si può o non si può dire quando c’è in giro una persona gay”.

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Il problema, quindi, non sembra essere combattere l’omofobia, quanto sopirla in presenza di persone omosessuali.