Gay Pride di Mosca: solidarietà agli aggrediti.

Grande sfoggio di solidarietà agli aggrediti al Gay Pride di Mosca, anche da parte di personaggi non esattamente immacolati dal punto di vista della lotta al pregiudizio e alle discriminazioni.

ROMA – Dopo il violento attacco ai manifestanti che ieri sono stati aggrediti durante il Gay Pride di Mosca sono molte le dichiarazioni di solidarietà giunte da vari esponenti del mondo politico. Il leader diessino Piero Fassino parla di «inaccettabile manifestazione di omofobia, che getta una luce sinistra sul grado di reale riconoscimento dei diritti civili in Russia». Il ministro degli esteri Massimo D’Alema ha detto che quello che è successo ieri «è un episodio molto brutto, non soltanto perché sono state colpite delle persone, dei parlamentari, ma anche perché non si capisce bene che ruolo abbiano svolto le forze dell’ordine, le autorità. Si ha l’impressione che questi atti di violenza siano stati tollerati e consentiti.» Il Presidente della Camera Fausto Bertinotti parla di «episodio assolutamente riprovevole», aggiungendo che sul fatto che «il Gay Pride sia una manifestazione di civiltà e di umanità credo non ci siano dubbi», sebbene si possa discutere sulle forme.

Il segretario dello Sdi Enrico Boselli esprime «piena solidarietà nei confronti della delegazione di parlamentari ed esponenti politici italiani tra i quali Marco Cappato e Vladimir Luxuria, che hanno subito una vera e propria aggressione da parte di naziskin con la connivenza della polizia locale. È addirittura stupefacente che da parte delle autorità di Mosca si sia proceduto all’arresto di chi era aggredito con una chiara volontà intimidatoria.» Per il senatore di Fi Giuspppe Pisanu «se la manifestazione non era autorizzata bisognava rispettare il divieto, ma la violenza subita dai manifestanti è del tutto inaccettabile.» Per il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli occorre che «la Farnesina e le autorità europee si attivino per ottenere spiegazioni sul perché il governo russo abbia tollerato tutto ciò: l’accaduto ripropone il problema del rispetto dei diritti civili ed umani in Russia.»

Anche i portavoce del Eugenia Roccella si sono dichiarati «solidali con l’onorevole Cappato e gli altri militanti, a cui con violenza è stato impedito, a Mosca, di manifestare per i diritti degli omosessuali.» I due hanno sottolineato che «la difesa della libertà di esprimere pubblicamente le proprie idee in maniera pacifica, e di affermare gli inalienabili diritti della persona, ci troveranno sempre dalla stessa parte, contro ogni discriminazione e violenza.» Il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione in una nota comunica la propria «solidarietà a Vladimir Luxuria e a coloro che sono stati aggrediti a Mosca. La libertà di chi la pensa diversamente da noi va sempre difesa. L’uso delle offese, degli insulti e della violenza contro gli omosessuali ripugna alla nostra coscienza cristiana e ci fa schierare senza esitazioni in favore di coloro che sono stati aggrediti.»

Ti suggeriamo anche  Papà uccide il figlio di 16 anni dopo il coming out

Sulla spontaneità e sincerità di alcune di queste prese di posizione ci permettiamo di esprimere qualche dubbio. Il sospetto di ipocrita finta solidarietà grava in particolare su quelle voci che emettono oggi belle parole di sostegno e rispetto ma che poi, nei fatti, si spendono con grande assiduità per negare alle coppie omosessuali italiane ciò che è riconosciuto ormai in quasi tutta Europa, rinforzando così quello stesso pregiudizio discriminatorio sul quale ben si innestano e crescono le intolleranze omofobe che portano agli eccessi di Mosca. (Roberto Taddeucci)