Gay Pride Mosca: conseguenze, polemiche e nuove iniziative

I promotori del Gay Pride del 16 giugno hanno invitato gli organizzatori di quello russo finito con botte e arresti. A Firenze intanto Alleanza Nazionale impedisce discussione in consiglio comunale.

ROMA – Continuano le reazioni dopo le gravi aggressioni subite domenica a Mosca dai dimostranti durante la piccola manifestazione di protesta per il divieto di svolgimento del Gay Pride. Il Ministero degli esteri ha dato istruzioni all’ambasciatore italiano Vittorio Surdo di esprimere alle autorità russe deplorazione per gli incidenti di ieri al Gay Pride e di richiedere spiegazioni a sua volta affinché venga fatta piena luce sugli episodi di violenza che hanno coinvolto anche rappresentanti del Parlamento italiano e europeo. Dei parlamentari dei verdi tedeschi hanno anche chiesto ad Angela Merkel di sollevare l’argomento con Vladimir Putin durante il prossimo G8.

Intanto visto l’enorme impatto mediatico che le aggressioni omofobe hanno suscitato all’estero Nikolai Alekseyev, uno degli attivisti arrestato domenica mattina, ha annunciato che per giovedì 31 è stata indetta una nuova marcia di protesta per mantenere alta l’attenzione sulla situazione dei diritti della minoranze in Russia. Alekseyev, che è stato rilasciato e dovrà presentarsi il prossimo 9 giungo davanti a un giudice, è anche nella delegazione russa che gli organizzatori del Gay Pride nazionale hanno invitato a Roma per il prossimo 16 giugno. Il Comitato politico del RomaPride 2007 ha deciso di invitarlo insieme Sergey Kostantinov, organizzatore e co-promotore della manifestazione, e a Nikolay Khramov, rappresentante a Mosca del Partito Radicale Transnazionale Russo. Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Portavoce del RomaPride, ha dichiarato che «i gravi fatti di Mosca dimostrano che la lotta contro l’omofobia è lontana dall’essere vinta e che la presenza dei tre esponenti moscoviti, dapprima picchiati e poi arrestati, deve essere di monito alle comunità lgbt di tutta Europa, che devono pretendere sempre di più risposte dai governi e dal mondo della politica troppo spesso disattenti alle nostre richieste.»

FIRENZE – Le polemiche sui fatti moscoviti sono sfociate anche nel capoluogo toscano, dove i gruppi di Sinistra Democratica, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Unaltracittà/unaltromondo, Sdi e Verdi hanno presentato una risoluzione che condanna “il divieto a svolgere una manifestazione pacifica del Gay pride imposto dal sindaco di Mosca e le aggressioni ed arresti operati nei confronti di cittadini europei”. Il documento, che è stato sottoscritto anche dal capogruppo del Partito Democratico, invita il sindaco di Firenze a “far pervenire al primo cittadino di Mosca la netta condanna della città di Firenze per il divieto operato nei confronti di una manifestazione pacifica a favore dei diritti civili”. Nel documento si sottolinea la preoccupazione “per il clima di minaccia ai diritti umani e democratici che si sta verificando in Russia, di cui le vicende legate al Gay pride sono l’ultimo episodio.” «Volevamo votare questo atto nella seduta di oggi pomeriggio – hanno spiegato i firmatari – ma il gruppo di Alleanza Nazionale ha negato la sua firma e quindi, a norma di regolamento, non si è potuto metterlo all’ordine dei lavori. Vista l’importanza e l’urgenza della questione, chiederemo di discuterlo la prossima settimana. Resta l’amarezza che un gruppo consiliare abbia impedito di poter discutere di un argomento, quella delle libertà di espressione, che dovrebbe accomunare tutti le forze politiche democratiche». (Roberto Taddeucci)

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