GAY.IT INTERVISTA ENRICO LETTA

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Il parere del popolare, ministro dell'industria

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Nella passata legislatura sono stati presentati importanti disegni di legge finalizzati a combattere le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali, disegni di legge che recavano come firmatari anche esponenti del PPI. Le vicende parlamentari e gli attacchi di esponenti del centrodestra (in primis l’on. Giovanardi) hanno poi portato all’affossamento di tali proposte. Lei si dichiara favorevole ad una legge contro le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali?

Il Trattato di Amsterdam, la Carta della nuova Europa, ha tra i suoi principi quello di "non discriminazione" e per la prima volta sancisce in maniera esplicita che le persone non possono essere discriminate "per orientamento sessuale". Ritengo dunque che questo principio possa anche essere ribadito in Italia con un testo legislativo, diverso però da quello presentato nella scorsa legislatura, che conteneva elementi non condivisibili anche sotto il profilo del dettato costituzionale.

Recentemente la regione autonoma di Valencia, ha approvato, anche con l’appoggio dei popolari spagnoli, una legge di riconoscimento delle coppie omosessuali. Angela Merkel, segretario della CDU tedesca, si è espressa in favore del riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso, e la CDU non si è dimostrata a priori contraria a tale riconoscimento durante la discussione della legge sulle unioni tra omosessuali recentemente votata in Germania. Lo stesso congresso del PPE a Berlino, di cui Forza Italia fa parte, si è espresso a favore del riconoscimento delle coppie dello stesso sesso. Lei sarebbe disposto a votare, o quanto meno a non opporsi, in Italia ad una legge che in qualche modo riconosca giuridicamente le coppie dello stesso sesso o che almeno risolva alcune situazioni di disagio e sofferenza a cui vanno incontro oggi le coppie omosessuali (ad esempio la possibilità di assistere il partner malato in ospedale, la reversibilità del contratto di affitto intestato al partner in caso di morte dello stesso)?

Purché non si equipari la famiglia così come definita dall’art. 29 della Costituzione alla cosiddetta "famiglia di fatto" etero od omosessuale, ritengo possibile trovare una modalità per riconoscere gli effetti giuridici derivanti da forme diverse di convivenza siglate da un contratto privatistico da oggi possibile con il quale i soggetti contraenti assumono nei confronti dell’altra persona impegni di solidarietà e mutua assistenza. Sono contrario alla definizione ex ante da parte di una qualunque istituzione pubblica delle cosiddette "famiglie di fatto", mentre ritengo che ex post si possa prendere in esame la rilevanza giuridica di alcune fattispecie, peraltro adombrate dalla giurisprudenza recente: ad esempio l’intestazione di canoni o di proprietà (fatti salvi i diritti dei legittimi eredi diretti), la possibilità di assistenza in caso di malattia, ecc.

Sarebbe disposto a farsi promotore, all’interno del suo partito, di una discussione serena su questo tema, o almeno sarebbe disposto a porsi come interlocutore attento alle difficoltà ed al disagio delle tante coppie omosessuali?

Non mi sono mai sottratto ad alcun confronto.

Si impegna a sostenere, nel suo partito ed in parlamento, la riedizione delle campagne di lotta alle malattie sessualmente trasmissibili già attuate dal ministro Bindi, ed a correggerle alla luce dei risultati finora conseguiti da tali campagne evitando puritane censure?

Sì, purché si abbia l’onestà intellettuale di riconoscere che la prevenzione più efficace si fa con i comportamenti.

Intende impegnarsi per il rispetto dei diritti umani nel mondo (abolizione della pena di morte, depenalizzazione del reato di omosessualità presente nella legislazione di decine di paesi) ed in particolare per il riconoscimento dello status di rifugiati politici a quegli omosessuali stranieri che giungano in Italia da paesi in cui l’omosessualità sia considerata un reato?

Sì, ma a mia volta ho una richiesta da fare alle associazioni omosessuali: che si impegnino a fondo e senza ambiguità contro lo sfruttamento sessuale dei minori, la pedofilia, il turismo sessuale sia etero che omosessuale. Che non ci sia alcuna tolleranza intellettuale o ideale per chi afferma che "la pedofilia è il diritto dei minori ad una sessualità con gli adulti".

Si impegna a garantire la dignità e la visibilità culturale della cittadinanza omosessuale in quanto parte importante della memoria storica del paese (ricordiamo la recente polemica suscitata da esponenti leghisti della giunta della Lombardia nella loro scelta di revocare il finanziamento regionale al Festival Internazionale del Cinema Gay Lesbico, finanziamento poi riconfermato dalla giunta lombarda)?

Personalmente ritengo che l’orientamento sessuale di una persona sia soltanto uno degli aspetti della sua identità e del suo "essere nel mondo". Così come non capirei il senso di una rassegna del film eterosessuale, penso che manifestazioni culturali che abbiano come motivo portante l’omosessualità contribuiscano a creare quel clima di separatezza – ghetto o, al contrario, esaltazione – che confonde la parte con il tutto, e cioè un aspetto della persona per il suo complesso. Credo che il valore storico, culturale o artistico delle grandi personalità vada celebrato e tramandato indipendentemente dalla specificità sessuale.

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