Gaylib: PDL, esclusi molti laici dalle liste

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Gaylib denuncia: nelle liste PDL esclusi molti laici favorevoli ai diritti gay. Le vittime sarebbero Rivolta, Capezzone e Biondi. Il vicepresidente di Gaylib Daniele Priori: «Cominciamo male!».

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Il gruppo omosessuale di destra Gaylib denuncia esclusioni eccellenti dalle liste presentate dal Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Le vittime di fatto tagliate fuori dalla composizione del prossimo parlamento sarebbero, secondo il vicepresidente di GayLib Daniele Priori, il promotore del progetto di legge sulle unioni in stile centrodestra Dario Rivolta, l’ex segretario dei radicali Daniele Capezzone e l’ex ministro della giustizia Alfredo Biondi.

«Hanno stilato una sorta di liberal list al contrario! – ha denunciato Oliari – La conventio ad excludendum berlusconian-finiana ha deciso di lasciare fuori quasi tutti i personaggi d’area liberale che hanno a cuore anche il tema dei diritti gay e poi ha chiuso le liste. La campagna elettorale del Popolo della Libertà – ha concluso Priori – comincia davvero male».

Una delegazione di GayLib aveva partecipato sabato scorso alla kermesse del PalaLido di Milano. Le bandiere tricolori dell’associazione gay sono state le uniche a differenziarsi, pur intonandosi, dal monocolore del PdL.

E a proposito della curiosa scelta di aprire la campagna elettorale con YMCA dei Village People Priori ha affermato: «Avremmo preferito sabato ascoltare meno inni gay in musica ed essere rasserenati dalla presenza nel prossimo Parlamento di volti affidabili e realmente liberali come Dario Rivolta, già autore di una proposta di legge sui Pacs, Daniele Capezzone, giovane e promettentissimo leader radicale, Alfredo Biondi, Egidio Sterpa o, perché no, il nostro presidente Enrico Oliari. Nessuno di loro, invece, è finito in lista. Ce ne dispiacciamo di cuore.

Non mancherebbero, comunque, «i personaggi sensibili alla tematica dei diritti civili ai quali principalmente GayLib orienterà la sua proposta per un disegno di legge alternativo a quelli presentati sino ad oggi dalla sinistra sulle Unioni Omoaffettive.» Si tratta del radicale di centrodestra Benedetto Della Vedova, dell’ex ministro della difesa Antonio Martino, del commissario europeo Franco Frattini, la presidente dei Circoli della Libertà Michela Brambilla, le socialiste di centrodestra Chiara Moroni e Stefania Craxi e la giornalista Fiamma Nirenstein.

Eppure, per Priori, «si poteva e si doveva fare molto di più. Nonostante ciò continuiamo a confidare nella buona volontà dei laici reduci.»

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