GB: Evangelici in campagna anti-gay

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L'elezione di un vescovo-gay scatena le ire dei più intolleranti.

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ROMA – “Una minaccia del liberalismo contro la Chiesa anglicana”: così è stata definita dai gruppi evangelici inglesi la recente nomina di un omosessuale, Gene Robinson, a vescovo del New Hampishire. Il Guardian, nella sua versione on-line, riporta dell’ondata di odio contro gli omosessuali che il movimento evangelico britannico sta fomentando in queste ultime settimane.
Nei giorno scorsi gli evangelici erano riusciti ad ottenere la rimozione dal proprio incarico di un altro vescovo omosessuale, Jeffery John, assegnato alla diocesi di Reading. Forti del successo, i gruppi intransigenti hanno continuato con maggior vigore nella propria campagna moralizzatrice.
I casi di omosessualità dichiarata, in Inghilterra sono piuttosto rari rispetto ad altri paesi. Greg Venables, l’arcivescovo del Souther Cone ha affermato: “La situazione qui e decisamente impercettibile rispetto a quanto accade negli Stati Uniti“. Tuttavia alcune frange degli evangelici mostrano una completa ostilità ai pochi casi registrati.
In particolare il caso di Gene Robinson gli ha fatti andare su tutte le furie per una serie di motivi: Robinson è stato eletto da un voto popolare dei membri della sua diocesi, è un uomo divorziato, e soprattutto è un omosessuale dichiarato da molto tempo.
Colin Slee, decano del Southwark e amico di Jeffery John, ha dichiarato che la sua rimozione può rivelarsi un disastro per la chiesa anglicana: “Tutti parlano delle chiese vuote. Ma le chiese sono vuote perch‚ l’immagine che noi diamo un immagine bigotta, rigida e piena di pregiudizi della chiesa”.
Le ali liberali della chiesa liberale temono che gli evangelici possano in futuro influenzare sempre di più l’opinione della gente, grazie anche alla loro organizzazione. Inoltre c’è anche il rischio che per le nomine di nuovi parroci, gli evangelici riescano ad avere un peso sempre maggiore, ponendo il veto su coloro che non ritengono degni dell’incarico e spingendo le comunità religiose evangeliste a versare contributi per il sostentamento dei parroci nelle casse della chiesa.
Il danno economico che ne deriverebbe, potrebbe mettere in difficoltà le diocesi più povere, soprattutto quelle suburbane. Secondo Richard Thomas, responsabile dell’ufficio stampa della diocesi di Oxford ritiene che: “non si tratta di un atteggiamento molto cristiano”.

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