Genitori di gay cinesi scrivono alla first lady: “E’ mamma può capire”

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Un appello perché li aiuti a combattere le discriminazioni e i pregiudizi che, tra l'altro, favoriscono il diffondersi dell'HIV nella comunità LGBT.

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Una lettera alla first lady cinese, da genitori ad una mamma. E’ l’appello che cinque genitori di gay cinesi hanno rivolto a Peng Liyuan, ambasciatrice ONU per la lotta alla tubercolosi e all’HIV/AIDS.

Consapevoli delle forti discriminazioni di cui sono vittime i loro figli, i genitori raccontano come il loro lavoro di volontariato li abbia portati alla conclusione che la diffusione dell’HIV tra le persone omosessuali, in Cina, è maggiore che tra gli eterosessuali e questo si deve “soprattutto a pregiudizi e a discriminazioni”.

“Le discriminazioni e le incomprensioni espongono i gay a maggiori rischi – si legge nella lettera -. Solo quando i genitori accetteranno pubblicamente l’omosessualità, i diritti potranno essere tutelati. Ecco perché abbiamo bisogno di maggior sostegno”.

A guidare la campagna promossa dalle famiglie degli omosessuali cinesi è Dong Wanwan il cui figlio, ora ventitreenne, ha fatto coming out quando di anni ne aveva 19. I primi tempi non sono stati semplici, soprattutto in un paese in cui il pregiudizio nei confronti delle persone lgbt è così elevato. “È una mamma proprio come noi può comprendere le nostre preoccupazioni sulla salute dei nostri figli” scrivono i genitori alla first lady, nella speranza che il loro appello non cada nel vuoto e che l’intervento di una mamma che può fare la differenza posa dare il via ad un processo di cambiamento per tutto il paese.

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