Genitori gay: la mappa dei maggiori riconoscimenti per le coppie same-sex

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Una cinquantina finora i riconoscimenti confermati dai giudici.

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La legge sulle unioni civili è in vigore da oltre due anni. Ma grande assente è la regolamentazione della stepchild adoption. Questo punto riguarda l’adozione del figlio o della figlia del partner, che è stata eliminata per ottenere la fiducia al ddl da parte della precedente maggioranza in Parlamento. Nonostante questo, i genitori gay hanno comunque potuto vedersi riconosciuti i propri diritti. Ma facendo ricorso in tribunale.

Sono stati i giudici, e poi i sindaci, a prendersi a cuore la vicenda, riconoscendo i diritti per i padri gay e le madri lesbiche. Infatti, nonostante non sia presente una legge che la regoli, il nodo adozioni può essere sciolto attraverso la decisone di un tribunale, avvalendosi del diritto internazionale e sfruttando i punti della legge sulle unioni civili.

La mappa delle adozioni per i genitori gay

Il Corriere.it ha disegnato una mappa di tutte le adozioni che sono state confermate da un tribunale, e poi dai sindaci.Le unioni civili in parte hanno aiutato la magistratura a tutelare i bambini: molte sentenze fanno riferimento alla legge, da quelle sulle stepchild adoption alle ultime di Bologna e Pistoia“. Queste le parole di Angelo Schillaci, ricercatore in Diritto pubblico comparato alla Sapienza e membro del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno. Schillaci, al Corriere.it, spiega che la Cassazione ha inoltre confermato che si riconosce come famiglia (dal punto di vista giuridico) anche una comunità degli affetti. E’ quindi sbagliato parlare solamente di famiglia tradizionale, ovvero quella formata da un uomo e una donna.

Sentenza dopo sentenza, la giurisprudenza sta facendo passi in avanti sempre più importanti per il riconoscimento dei figli alle coppie gay. Lo conferma anche Marco Gattuso, magistrato bolognese e fondatore di Articolo 29:Si va verso una parificazione dei bambini che hanno genitori dello stesso sesso a quelli che hanno genitori eterosessuali, con il riconoscimento alla nascita“.

Ecco le mappe del Corriere.it in base alla tipologia di riconoscimento ai genitori gay: stepchild adoption, trascrizione degli atti per due padri, riconoscimento a due madri con la legge 40, adozioni per cittadini stranieri, trascrizione degli atti per due madri.

Le prime sentenze di riconoscimenti

La prima battaglia legale in Italia è iniziata nel 2014, quando il tribunale di Roma ha riconosciuto la maternità della madre non-biologica di una coppia lesbica, decisione confermata anche dalla Cassazione due anni dopo. Nel 2015 è stata la volta di Torino, quando la Corte di Appello ha ordinato il riconoscimento della maternità a due donne per un bambino nato all’estero, come indicato sull’atto di nascita. Stessa cosa nel 2017 a Trento, in cui il giudice ha ordinato la trascrizione all’anagrafe di due bambini nati tramite la GPA. Nello stesso anno, a Firenze e a Genova il tribunale ha riconosciuto l’adozione in Regno Unito da parte di due padri gay.

Dopo la decisione del tribunale, anche molti sindaci hanno provveduto al riconoscimento. Apre la lista Torino, seguita poi da Roma, Milano, Napoli, Firenze. Pistoia, Bologna e Napoli hanno inoltre confermato il pieno riconoscimento ai genitori gay e definendo di fatto la famiglia. A Trento, è atteso invece il riconoscimento della maternità per una coppia lesbica, dopo il cambio di sesso del padre.

Le mappe con i riconoscimenti sono state prese dal Corriere.it, l’immagine di copertina da Path2parenthood.

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