Genova, il comune sposta il Pride: “Due cortei sono troppi”

Nessuna incompatibilità politico-religiosa, ma solo un problema di logistica alla base della decisione dell’amministrazione di cambiare la data del prossimo Pride. Difficile la scelta di un’altra data

"Non avremmo avuto problemi sul 13 giugno, in coincidenza del Corpus Domini ma sono stati gli stessi vigili urbani a spiegarci l’impossibilità di far convivere i due cortei. Quindi il Comune ha chiesto il trasferimento". Con queste parole l’assessore genovese Andrea Ranieri motiva la decisione dell’Amministrazione comunale di spostare la data del prossimo Pride, che gli organizzatori avevano chiesto si svolgesse il 13 giugno. "Ci stiamo incontrando quotidianamente con i promotori del Gay Pride – ha precisato l’assessore -. Ci hanno dato l’ok al cambio di data, ma ci sono ancora alcune criticità".

Una delle date prese in considerazione, infatti, è il 20 giugno, ma c’è la probabilità che coincida con il ballottaggio delle elezioni amministrative e, spiega l’assessore, "gli organizzatori temono l’oscuramento dell’evento da parte dei media". Il week end successivo, d’altro canto, potrebbe risultare troppo vicino al Pride romani, evento di grande richiamo anche nazionale che si svolge tradizionalmente a fine giugno. "Confido che presto arriveremo a un accordo", conclude Ranieri, ma al momento non c’è nulla di certo.

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