Genova: il Tribunale dice sì al cambio di sesso senza l’operazione

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E la regione Piemonte introduce il tesserino per i dipendenti trans con il nome scelto.

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Con una importantissima sentenza, il Tribunale di Genova ha stabilito che le persone trans potranno cambiare il nome sui documenti, scegliendo quello consono al genere d’elezione, senza doversi sottoporre all’intervento per la riassegnazione del genere, come stabilisce la contestata legge 164 del 1982.

La sentenza è arrivata dopo il ricorso di una trans MtoF (ovvero di una persona nata uomo che ha intrapreso la transizione verso il genere femminile) che ha deciso di non volersi sottoporre all’intervento richiesto dalla legge.

Una decisione, come ha spiegato a Repubblica la legale della trans, Liliana Maggiano, in cui si stabilisce che “l’intervento chirurgico non deve essere un’imposizione, ma un diritto”. La pronuncia del Tribunale di Genova non è la prima in questo senso. In maniera simile si era già espresso il Tribunale di Messina, qualche settimana fa, e altri tribunali nel corso degli ultimi anni. Lo scorso dicembre , inoltre, il Tribunale di Trento ha chiesto la verifica della costituzionalità proprio dell’art.1 della legge 164.

Su questo fronte, il movimento transgender italiano si batte da tempo. Da qualche mese il Mit ha lanciato, a questo proposito, la campagna “Un altro genere è possibile” con la quale si chiede al Parlamento di approvare una legge che non obblighi le persone trans a sottoporsi all’intervento per ottenere il cambio di nome sui documenti.

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE: TESSERINO CON IL NOME SCELTO PER DIPENDENTI TRANS

Nella stessa direzione, sebbene non si tratti di una sentenza, va la decisione del Consiglio Regionale del Piemonte che permetterà ai dipendenti e alle dipendenti trans di usare un tesserino di identificazione in cui sia riportato il nome scelto e non quello registrato sui documenti. Questo permetterà loro di essere identificati con il genere d’elezione e non con quello di nascita.

Un successo ottenuto dal Coordinamento Torino Pride e dalle 19 associazioni che rappresenta che lo scorso novembre avevano chiesto a Presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus di intervenire su questo tema.

A distanza di quattro mesi, il Consiglio Regionale del Piemonte ha introdotto per le persone transgender, dipendenti del Consiglio, la possibilità di avere un tesserino identificativo consono al genere d’elezione.

“In questo modo – si legge in una nota del Torino Pride – le persone trans che lavorano per il Consiglio Regionale avranno la possibilità di vivere la propria identità di genere anche sul luogo di lavoro”.

“Promuovere il riconoscimento della parità di diritti tra i cittadini – ha dichiarato Laus – appartiene tanto alla mia personale sensibilità quanto al mio ruolo istituzionale. Da Presidente del Consiglio regionale, mi sono preso l’impegno di onorare i dettami statutari che sul tema del contrasto ad ogni forma di discriminazione sono estremamente chiari: gli ostacoli sulla strada della parità vanno rimossi”.

“Ringraziamo tutto l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale ed in particolar modo il Presidente, Mauro Laus da sempre molto attento e vicino alle questioni dei diritti per tutti e tutte – ha commentato Alessandro Battaglia coordinatore Torino Pride -. Sappiamo per certo che il suo contributo è stato e sarà per noi un importante accompagnamento nella nostra costante lotta di civiltà, eguaglianza e parità”.

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