Genova: l’asilo politico concesso ad un gay dell’Ecuador

D.O era scappato dal suo paese dopo aver subito violenze e discriminazioni, ma il Prefetto di Genova aveva firmato l’espulsione. Per il Giudice di Pace ci sono gli estremi per lo status di rifugiato.

Per una volta a prevalere sono stati i diritti umani e giovedì scorso, il Giudice di Pace di Genova Dottoressa Elena Paolicchi ha concesso lo status di rifugiato a D.O. cittadino omosessuale dell’Ecuador arrivato in Italia dopo avere subito violenze e discriminazioni nel suo paese.

D.O., difeso nel procedimento dallo Sportello Legale di Arcigay Genova, aveva ricevuto un provvedimento di espulsione da parte del prefetto di Genova che i legali dell’associazione avevano subito impugnato data lap articolare situazione di D.O.

Per concedere il diritto di asilo politico all’ecuadoriano, il giudice Paolicchi si è appellata all’articolo 10 della Costituzione che recita: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".

"Siamo felici di come si è risolta la situazione di D.O. – ha dichiarato Valerio Barbini, presidente di Arcigay Genova – voglio ringraziare l’avvocato Damiano Fiorato e il Patrocinatore Daniele Ferrari che hanno seguito il caso con competenza e attenzione".

"Rileviamo molto positivamente che l’ordinanza abbia riconosciuto il diritto all’asilo di D.O.  – continua Barbini –  nonostante in Ecuador non si trovino discriminazioni formali nell’ordinamento giuridico, dando il giusto valore al fatto che in quel paese vi è di fatto una tolleranza da parte delle istituzioni che arriva alla totale impunità per gli aggressori delle persone lgbt".

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