Genova: le trans incontrano Bagnasco

Regina Satariano, di Trans Genere, e la presidente dell’associazione genovese Princesa hanno incontrato il presidente della Cei. “E’ stato molto cordiale. Siamo riusciti a dialogare”.

Un incontro non previsto dal protocollo, ma che ha lasciato soddisfatti tutti, quello tra la Vice Presidente dell’Associazione Trans Genere Regina Satariano, insieme alle trans dell’associazione genovese Princesa, e Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova.L’incontro si è tenuto nell’appartamento delle suore del Movimento contemplativo missionario padre de Foucauld, di vico Untoria, uno dei carruggi genovesi molto frequentati dalle trans, dalle prostitute e tante volte cantati da Fabrizio De Andrè.

Regina, che pur vivendo da anni in Versilia è genovese di nascita, ha molto insistito per incontrare il cardinale Bagnasco, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni di ben due vescovi emeriti toscani, quello di Pistoia e quello di Grosseto, riguardo l’omosessualità e la possibilità che le persone lgbt possano ricevere la comunione.

«È stato molto cordiale, ha stretto la mano a tutti – dice Regina Satariano parlando del cardinale Bagnasco -. Sicuramente non ha condiviso la naturalezza del mio essere transessuale, ma siamo riusciti a dialogare. Vorrà dire che aspetteremo magari cent’anni, come i secoli ha atteso Galileo prima che di essere accettato dalla Chiesa. Siamo convinte di essere nel giusto».

«Ho spiegato che la nostra non è una scelta: siamo così – ha continuato la vicepresidente di Trans Genere -. Fra noi ci sono molte credenti, come me, e vederci discriminate o allontanate dai sacramenti è una sofferenza. Abbiamo sollevato il caso del vescovo di Pistoia che ha rifiutato la Comunione agli omosessuali, per noi un’ingiustizia. Speriamo in un domani migliore, dove la Chiesa giudichi le persone per quel che fanno e non per le loro inclinazioni di genere e sesso».

Ti suggeriamo anche  Jussie Smollett di Empire vittima di omofobia: ricoverato con una costola rotta

«Siamo figli del peccato originale — ha commentato invece il presidente della Cei, che preferì non rispondere all’invito ad incontrarsi che gli era stato rivolto dagli organizzatori del Pride prima che l’evento si svolgesse proprio a Genova lo scorso giugno —, tutti possiamo cadere nell’errore, possiamo peccare anche se siamo comunque responsabili delle nostre azioni. Ma Cristo è morto in croce per la salvezza di tutti. Non spetta a me giudicare. Le porte di Dio sono aperte a tutti».