Genova, il sindaco Marco Bucci non dà il patrocinio al Pride

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Eletto l'anno scorso, Marco Bucci aveva già fatto capire la sua distanza dalla manifestazione.

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Sarà la prima volta che a Genova la manifestazione dell’orgoglio LGBT non avrà il sigillo dell’amministrazione comunale.

Niente da fare. Come già annunciato in campagna elettorale, il sindaco di Genova Marco Bucci, il primo eletto con il centrodestra, non ha concesso il patrocinio al Liguria Pride 2018 che sfilerà per le strade cittadine il 16 giugno. Ha dato invece il suo patrocinio il Consolato Generale degli Stati Uniti.

La decisione investe anche la ColorataCena, l’iniziativa del Coordinamento Liguria Rainbow che si tiene il 17 maggio, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia. Una decisione politica grave, che segna ancor di più la volontà degli esponenti politici del centrodestra di regredire ovunque possibile sul fronte dei diritti LGBT.

Dall’amministrazione però scelgono la via diplomatica: “Rispetto la decisione del sindaco – ha affermato al Secolo XIX l’assessore al Marketing Territoriale e Cultura Elisa Serafini, che pure sostiene i diritti LGBT – è coerente con quanto affermato in campagna elettorale. Io, in accordo con lui, continuerò a dare disponibilità per celebrare le unioni civili, che sono poi il vero strumento di avanzamento dei diritti civili”. Spero ci scuserà se non le diciamo un grazie per la concessione della sua presenza all’adempimento di una legge dello Stato.

Marco Bucci Genova Sindaco
Il sindaco di Genova Marco Bucci.

“Il sindaco ha dato parere negativo senza alcuna motivazione – ribatte Ilaria Gibelli, presidente del comitato Liguria PrideL’anno scorso Bucci era stato eletto dopo che la giunta Doria aveva già dato il patrocinio alle due iniziative, ma non aveva partecipato al Liguria Pride, facendo capire quale era la sua posizione. E così quest’anno Palazzo Tursi si è allineato alla giunta Toti“.

“Bucci aveva detto che sarebbe stato il sindaco di tutti, ma evidentemente di tutti tranne che delle persone omosessuali – chiosa Gibelli – anche se al corteo dell’anno scorso eravamo in cinquemila. A questo punto il Liguria Pride sarà una manifestazione politica, per protestare contro queste scelte e contro il clima che si respira anche in città”.

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