Germania, il presidente della Repubblica chiede perdono per la caccia ai gay durante il nazismo

Frank Walter Steinmeier ha parlato a una commemorazione LGBTI a Berlino.

Per il Pride Month presidente della Germania Steinmeier ha fatto le proprie scuse alla comunità LGBTI, perseguitata dai nazisti.

La Germania non ha paura di fare i conti con il suo passato. Il presidente, il socialdemocratico Frank Walter Steinmeier ha partecipato insieme al sindaco di Berlino a una commemorazione per ricordare i gay tedeschi perseguitati e internati sotto il regime nazista.

Il capo della repubblica federale non ha dimenticato di citare anche i primi decenni del secondo dopoguerra, quando l’omosessualità era ancora reato punito dal codice penale. La commemorazione è avvenuta presso il memoriale delle vittime LGBT del nazismo, di cui quest’anno ricorre il decennale dall’inaugurazione.

memoriale lgbt omocausto berlino
Il memoriale dell’omocausto a Berlino.

“Lo stato tedesco ha inflitto gravi sofferenze a tutte queste persone, in particolare sotto il nazismo, ma anche oltre, nella Germania dell’Est e sotto la nostra Costituzione – ha dichiarato Steinmeier – sono qui oggi a chiedere perdono, per tutto il dolore e l’ingiustizia e il silenzio che ne è seguito”.

La commemorazione ha spiegato il capo dello stato tedesco “È per le molte decine di migliaia di persone le cui vite private, amore e dignità sono state infrante, negate e violate”. Sono almeno 50mila gli uomini presunti omosessuali che sono stati perseguitati e internati nei campi di concentramento dalla barbarie nazista.

In Germania l’omosessualità è rimasta punibile dal codice penale dal 1871 al 1969, solo nel 1994 infine è stata definitivamente cancellata dai reati. “Tutti i gay, le lesbiche, i bisessuali, i queer, i transgender e gli intersex sono protetti oggi in Germania” ha concluso il presidente federale.

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1 commento su “Germania, il presidente della Repubblica chiede perdono per la caccia ai gay durante il nazismo

  1. Il famigerato “art.175 ” è rimasto in vigore fino al 1969. Solo negli anni ’90 si è provveduto a “perdonare” cancellare cioè dalla fedina penale le condanne di coloro che sono stati incriminati in base a detto articolo DOPO la fine della guerra e fino al 1969.
    Chiedere perdono , come ogni tanto fanno i Papi di Roma , a questo punto rasenta il ridicolo . Hanno pensato , invece , almeno ad un risarcimento?

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