Gianroberto Casaleggio e la comunità lgbt italiana

A poche ore dalla morte del guru del Movimento 5 Stelle, un ritratto del suo rapporto con la nostra comunità

Comunque la si pensi Gianroberto Casaleggio è sicuramente da annoverare tra le figure storiche della politica di questo paese.

Geniale precursore nell’utilizzo del web in politica, prima con Di Pietro e poi con Grillo, è di fatto l’eminenza grigia, con una ipersemplificazione potremmo dire “il cervello”, del Movimento, dove Beppe Grillo può esserne considerato il cuore pulsante.

Casaleggio e Grillo, lo possiamo dire con certezza, hanno innovato profondamente la politica, costringendo spesso anche gli avversari ad inseguirli o comunque a dare risposte concrete alle istanze sollevate dal MS5.

Ecco perché nel giorno della scomparsa, in modo rispettoso, vogliamo ricordare dalla nostra prospettiva, quella dei diritti LGBT, Gianroberto Casaleggio come una figura che ha complessivamente contribuito ad imprimere una accelerazione culturale importante sul tema nella sua globalità, inquadrandolo sotto l’egida della modernità, del progresso e dell’accoglimento delle istanze provenienti “dal basso”, comprese quelle relative alla vita quotidiana di migliaia di persone LGBT.

Altra cosa è la lotta politica, quella combattuta in parlamento, verso l’opinione pubblica, che richiede strategie e spesso anche cinismo, ma su cui in questa occasione non riteniamo giusto tornare, nonostante le polemiche suscitate sul finire dell’iter al Senato della Cirinnà dalle scelte del Movimento 5 Stelle.

Ecco quindi i momenti più significativi della dialettica MS5 – tematica LGBT.

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Sì alle unioni civili

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Il Movimento 5 Stelle si è da sempre dichiarato favorevole alle unioni civili. Ne è la prova un post apparso sul blog di Beppe Grillo nel lontano 2012, agli albori del partito. “La coppia di fatto, etero o omo, anche se convive per decenni, anche se ha dei figli, non è riconosciuta giuridicamente. L’Italia non ha una legislazione per le unioni di fatto. E’ una vergogna…” Le posizioni sono state ribadite anche recentemente, in occasione del dibattito sul ddl Cirinnà: qui il video delle dichiarazioni di Luigi di Maio, deputato 5 Stelle e Vicepresidente della Camera dei Deputati.

commenti-blog-grillo-2012Le nozze gay divisive dell’elettorato

Allo stesso tempo, com’è comprensibile all’interno di un movimento post ideologico, nell’elettorato a 5 stelle vi sono atteggiamenti diversi nei confronti dei diritti LGBT, e la base si esprime, spesso anche in modo pesante e disarticolato, specialmente sul web: sotto al post del 2012 citato prima, i numerosissimi commenti, molti dei quali fortemente omofobi e datati addirittura 2016, nel periodo del dibattito sulla Cirinnà.. Segno che quello LGBT resta un tema molto divisivo nel MS5, come del resto negli altri partiti, a cominicare dal partito democratico. Un caso rappresentativo quello della “cacciata” di Andrea Aquilino, esponente dell’ala Cattolica dal Movimento.

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Grillo e Casaleggio: diversità

Le sottili diversità tra i due leader del Movimento si sono manifestate in varie occasioni, anche nell’ambito delle discussioni sulle unioni civili e sulle adozioni gay. Da una parte c’è Grillo, che ha da sempre sostenuto l’idea delle unioni, e dall’altra Casaleggio, che ha in passato mostrato ambiguità al riguardo: ne è la prova il famoso sondaggio online presentato agli elettori nell’ottobre del 2014 per decidere le posizioni del partito riguardo al matrimonio gay, al quale inizialmente era stata allegata la possibilità per le coppie omosessuali di adottare, e poi inspiegabilmente rimossa. Afferma Paolo Becchi su Formiche.net che “Casaleggio ha commesso un grave errore. Nel quesito posto inizialmente si faceva riferimento ai diritti e doveri della coppia omosessuale, esclusa l’adozione di figli esterni alla coppia. Dopodiché nel corso della votazione il quesito è stato cambiato togliendo la parte che fa riferimento alle adozioni, e adesso il blog dice che gli elettori non si sono espressi su quel tema e quindi va lasciata libertà di coscienza”.

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Libertà di coscienza, il dietrofront del Movimento

È infatti il famoso cambio di rotta del Movimento in merito all’approvazione in Senato del ddl Cirinnà ad aver destato perplessità e dubbi nell’elettorato e nell’opinione pubblica: se inizialmente il partito aveva assicurato piena fiducia al disegno di legge, in vista dell’approvazione di un emendamento “supercanguro” prospettato per evitare che il provvedimento venisse ulteriormente modificato, poi fa un passo indietro, rifacendosi alla presunta incostituzionalità della tattica politica e al sondaggio online, che di fatto non presentava nessun riferimento alle adozioni e quindi non dava certezza delle volontà degli elettori. Per questo rende pubblica la volontà di dare libertà di coscienza ai parlamentari, destando polemiche da tutti i fronti. In realtà, come poi ribadito sul blog, “ci sono al 100% anche i nostri voti. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo. Perciò approviamo questa legge subito, ma facciamolo nel rispetto delle regole della democrazia. Se così non sarà, vi faranno credere che non si fidano del M5S, quando in realtà non si sono fidati di loro stessi”. Anche Casaleggio sollevò perplessità sul superemendamento: “noi non possiamo essere e apparire come quelli che salvano Renzi, per di più usando una porcata come il canguro che abbiamo sempre criticato. Dunque, via il canguro. Quando si voterà, noi saremo a favore delle unioni civili mentre sull’adozione c’è libertà di coscienza”.

2 commenti su “Gianroberto Casaleggio e la comunità lgbt italiana

  1. L’unica cosa che si evince, rileggendo le varie posizioni assunte nel tempo, è come a Casaleggio importasse poco della comunità LGBT e come invece cercasse di volta in volta solamente di usare il tema come un manganello contro l’avversario di turno (negli esempi, il PD)

  2. Non gliene fregava niente dei gay come al pd a forza italia e a tutti gli altri. Mano ai sondaggi all’ossessione della rete del web dello stomaco di militanti xhe vanno dal matrimonio egualitario all’omofobia pura per me questa è mediocrità populismo non politica . Per me un politico vero è quello che va contro l’omofobia odiosa della discriminazione perché è una riduzione dei diritti così come Mitterand abolì la pena di morte anche se la maggioranza dei francesi era a favore della pena capitale.

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