Giappone: sequestrato sangue infetto

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E' riaffiorato in Giappone lo spettro di campioni di sangue prelevati da donatori infetti da malattie come epatite virale, Hiv e sifilide, ma usati comunque per trasfusioni.

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TOKYO – Sembrava un fantasma ormai sepolto nel passato, ma e’ riaffiorato in Giappone lo spettro di campioni di sangue prelevati da donatori infetti da malattie come epatite virale, Hiv e sifilide, ma usati comunque per trasfusioni.
Il sospetto e’ stato confermato oggi dal Ministero della Sanita’ che ha ordinato alla Croce Rossa il ritiro di prodotti ematici prelevati da donatori risultati infetti da epatite virale B e C. L’ingiunzione, ha reso noto un portavoce del ministero della sanita’, si e’ resa necessaria dopo l’ accertamento di un caso di infezione di un paziente trattato con sangue prelevato da un donatore di sangue multiplo trovato positivo ad un test per l’epatite virale B.
Da un’inchiesta amministrativa il ministero ha scoperto che la Croce Rossa ha ritirato dal commercio solo i prodotti ematici prelevati dopo che i donatori multipli si sono rivelati positivi a test su epatite virale, Hiv e sifilide, lasciando invece negli ospedali i campioni di sangue prelevati agli stessi donatori prima della scoperta della loro positivita’. ” E’ un grave rischio per la salute dei pazienti, dal momento che le malattie implicate hanno lunghi periodi di incubazione”, ha detto il portavoce del Ministero.
La questione del sangue infetto e’ di estrema delicatezza in un Paese dove circa 500 emofiliaci sono morti di Aids a causa di prodotti ematici contaminati perche’ non sottoposti a sterilizzazione con il calore negli anni ’80.

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