Giovanardi: “Chiamparino scardina la Costituzione”

La curia torinese e il sottosegretario con delega alla famiglia si scagliano contro il sindaco Chiamparino. Per la Chiesa è “scorretto pensare all’amore gay in analogia a quello etero”.

All’indomani delle prime nozze (simboliche) gay d’Italia, celebrate dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino, non potevano mancare le polemiche, nonostante il primo cittadino del capoluogo piemontese abbia esplicitamente chiesto che la cerimonia non si svolgesse in un luogo istituzionale. "La partecipazione di un’autorità civile ad una celebrazione di ‘nozze gay’ –  stigmatizza l’Ufficio pastorale per la famiglia della Curia torinese – non può non correre il pericolo di creare una confusione deleteria nel mondo contemporaneo già così frammentato, una confusione che non giova alla fine nemmeno alla stessa giusta causa di non fare dei cittadini di serie B".

"Riteniamo sia scorretto – aggiunge l’Ufficio pastorale – pensare l’amore omossessuale in perfetta analogia con l’amore eterosessuale: conosciamo quest’ultimo, dobbiamo forse trovare delle categorie adeguate e rispettose della dignità umana per il primo, ma avendo l’onestà di fare le debite distinzioni. Distinguere e differenziare è il presupposto della costruzione di una civiltà che sia degna di questo nome e non necessariamente sinonimo di ingiusta discriminazione. Così alla Chiesa appare semplicistico e fuorviante parlare di nozze o matrimonio omossessuali senza per questo voler avallare alcuna tesi apertamente o velatamente discriminatoria". "La Chiesa non ignora che oggi si assiste ad un fenomeno di pluralizzazione dei significati di famiglia, né ignora la realtà delle persone omossessuali che si battono per una parità di diritti come cittadini – conclude l’Ufficio pastorale per la famiglia – tuttavia essa riconosce che la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio, pur in tempi di epocali cambiamenti costituisce il nesso fondamentale tra individuo umano e società".  

A fare eco alla Curia torinese arriva Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche per la famiglia. "Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino tenta di scardinare i principi costituzionali benedicendo cerimonie nuziali che nulla hanno a che fare con la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna" ha dichiarato Giovanardi, trascurando il fatto che proprio in quanto autorità civile e non religiosa, Chiamparino non ha potuto imporre alcuna benedizione. "Invece che rafforzare l’Istituto del matrimonio in una società che rischia il collasso, per la mancanza di nascite, l’invecchiamento della popolazione, un flusso migratorio impossibile da integrare se non ci saranno più italiani – conclude il sottosegretario -, la sinistra propaganda ulteriori elementi di disgregazione sociale, confondendoli con i sacrosanti diritti individuali di ogni cittadino".

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