Giovanardi chiede il copione del Romeo e Giuletta gay

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E' la versione gay di Romeo e Giulietta, patrocinata dal comune e dalla provincia di Verona in occasione della giornata contro l'omofobia. Ma Giovanardi non ci sta e...

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Irrefrenabile. Quella di Carlo Giovanardi sembra una vera e propria crociata contro la diffusione di qualsiasi sentimento di integrazione e di normalizzazione e di riconoscimento sociale dell’amore gay. L’ultima iniziativa dello zelante sottosegretario con delga alla famiglia riguarda, nientemeno, una rappresentazione teatrale che dovrebbe andare in scena a Verona nell’ambito delle iniziative per la Giornata Mondiale Contro l’Omofobia e che prevede una versione gay della tragedia più famosa di Wiliam Shakespeare: Romeo e Giulietta che per l’occasione è stata ribattezzata "Divercity-Verona incontra la diversità".La cosa che, a quanto pare, ha attirato l’attenzione del sotto segretario è che la manifestazione ha ricevuto il patrocinio (e i finanziamenti) da parte sia del comune che della provincia, entrambi retti dalla stessa maggioranza del governo nazionale.

Stando a quanto riporta il quotidiano L’Arena, l’assessore comunale alle politiche sociali del Pdl Stefano Bertacco ha tenuto a precisare che «nel patrocinio non c’è alcuna implicazione ideologica. Non vogliamo promuovere i matrimoni né le adozioni per i gay, perché su questo aspetto ognuno è libero di pensarla come crede, ma vogliamo lanciare un messaggio di civiltà e rispetto e ribadire che è inaccettabile che nel 2011 ci sia ancora chi continua a discriminare sulla base dell’orientamento sessuale, dopo aver visto dove ciò porta e basti pensare ai campi di sterminio».

La rassicurazione, evidentemente, non è bastata dato che, a ridosso dell’andata in scena della rappresentazione, Giovanardi ha chiesto di visionarne il copione dell’opera organizzata dal Gasp, Gruppo salute e prevenzione Aids.

A cercare di porre fine alla vicenda prima che sia troppo tardi, è arrivato anche il presidente della Provincia, l’ex An e ora Pdl, Giovanni Miozzi che se da una parte spera in una versione «sobria e rispettosa», ha chiarito che «è un’iniziativa in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia e per la prevenzione dell’Hiv e non vedo cosa ci sia di sbagliato».

Se l’intervento di Giovanardi costerà la messa in scena dell’opera, lo sapremo nei prossimi giorni. Certo è che anche questa è una vicenda che farà parlare.

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