Giovanardi: famiglie gay, famiglie senza amore

Il Sottosegretario alla Famiglia torna con le sue dichiarazioni. I matrimoni gay, stavolta, mettono a rischio i bambini perché ledono il diritto del bambino a “nascere in un contesto d’amore“.

«Fenomeni di disgregazione come divorzi e separazioni, i matrimoni tra uomo e uomo, tra donna e donna, sono visti da esponenti di certi paesi europei, come grandi conquiste. Io ho l’impressione invece che un po’ di riflessione sulle conseguenze si debba fare. Sopratutto su coloro che in questa situazione possono rimetterci, cioè i minori. Che sarebbero defraudati da quel diritto fondamentale che ogni bambino dovrebbe avere: nascere in un contesto d’amore».

È un passaggio del discorso di Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato con delega alla Famiglia, che ha aperto il convegno dell’Aimmf, a Bologna, sul ruolo dei padri. Giovanardi ha spiegato che il diritto da garantire ai bambini è quello di «crescere con un rapporto equilibrato tra una figura paterna e una figura materna. E di sviluppare la sua personalità in quella che non io, ma la costituzione laica e repubblicana, definisce società naturale fondata sul matrimonio».

Il sottosegretario, ha anche messo in guardia da «determinate concezioni che può darsi che domani siano quelle prevalenti". Concezioni a cui, «se non si trovano rimedi educativi, la situazione va fuori controllo». Il matrimonio è «un istituto sempre più residuale, e se si disgrega sempre di più, le patologie rischiano di creare una disgregazione talmente vasta e talmente diffusa che altro che tribunale dei minorenni per corrergli dietro!». Se c’è «la febbre a 38, è dovere di tutte le istituzioni, farla andare a 36.7, e non a 40», ha concluso.