Giovane gay aggredito per un bacio al proprio compagno

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La vittima stata curata al pronto soccorso di Rovigo per le ferite riportate al volto

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Un bicchiere spaccato sul volto. Per un bacio. È il tragico epilogo di una serata che doveva essere come tutte le altre, passata in un bar del centro, con il proprio compagno. Invece, un ragazzo di Rovigo, si è visto prima insultare e poi aggredire perché gay e perché stava baciando il proprio ragazzo, come qualsiasi coppia vorrebbe poter fare in pubblico. Ma a quella manifestazione di affetto un altro cliente del bar ha reagito nel peggior modo possibile: ha preso un bicchiere di vetro e l’ha spaccato in faccia al giovane che è finito in ospedale, in un bagno di sangue.

A riportare la notizia è il Gazzettino secondo cui i fatti sarebbero avvenuto sabato sera al bar Cogheto dove la coppia di ragazzi si era recata per passare il sabato sera. Gli insulti e le offese, una volta che altri hanno capito che si trattava di una coppia gay, non sono tardati ad arrivare. Stando alla ricostruzione fornita dal quotidiano, i due hanno probabilmente risposto alle offese e il bacio potrebbe essere stato una sorta di rivendicazione, di manifestazione di orgoglio. Ma sarebbe stato proprio a seguito del bacio che l’aggressione da verbale è diventata fisica: prima il ragazzo si è visto gettare addosso il contenuto del bicchiere e, poi, il bicchiere stesso con una violenza tale da rompere il vetro e ferirgli il viso.

Non si conosce ancora l’identità dell’aggressore, descritto come un frequentatore assiduo di palestre e appassionato di pugilato. La vittima non avrebbe ancora sporto denuncia, sebbene la polizia abbia parlato con lui dopo il fatto.

“Alla coppia di ragazzi va tutta la mia vicinanza in un momento così difficile – commenta Matteo Pegoraro, consigliere nel vicino comune di Solesino (Padova) ed attivista per i diritti delle persone lgbt – ma anche la stima e l’ammirazione per non aver abbassato la testa e aver vissuto il proprio amore alla luce del sole, seppure in un territorio dove spesso tutto ciò che si discosta dal comune modo di vivere viene guardato con diffidenza e sospetto”.

“L’amore di questi due ragazzi, visibile nonostante il pericolo concreto di discriminazioni e violenze come quella subita – continua Pegoraro – è molto più coraggioso di mille cortei, e dimostra quanto poco le istituzioni locali, specie nella zona del polesine e della bassa padovana, abbiano fatto e stiano facendo per educare i cittadini e le famiglie alle differenze, al rispetto dell’altro, alla lotta contro omofobia e transfobia; una politica omertosa che spesso finisce per tutelare solo le opinioni di chi si batte il petto in difesa della “famiglia tradizionale” additando i gay come malati e fomentando l’intolleranza”. “Mi auguro che le autorità identifichino al più presto il colpevole di questo gesto vile, frutto di ignoranza e paure – conclude il consigliere -, ma soprattutto spero che la città di Rovigo e i comuni vicini si stringano attorno ai due ragazzi dimostrando loro solidarietà e sostenendo una battaglia di civiltà in cui ognuno, e la politica in primis, deve necessariamente fare la sua parte”.

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