Giudice nega l’ingresso in Israele di due bimbi figli di gay

L’uomo, un ex militare e ristoratore, ha avuto due gemelli grazie ad una madre surrogato in India, ma un giudice nega di avere la giurisdizione sul caso. Padre e figli sono fuori dal Paese da due mesi

Il tribunale della famiglia di Gerusalemme ha negato ad un padre, cittadino israeliano, e ai suoi due gemelli nati da una madre surrogato in India, di entrare nel Paese.

Negli ultimi due mesi Dan Goldberg e i suoi due gemelli Itai e Liron hanno vissuto in un motel di Bombay, in attesa che la Corte per la Famiglia di Gerusalemme procedesse con il test di paternità che avrebbe determinato se l’uomo è o no il padre biologico dei piccoli.

Senza un esito positivo del test, infatti, i bambini non possono essere ammessi nel Paese e non avrebbero potuto avere alcuna assicurazione sulla salute nè trattamenti medici.

Il giudice del tribunale della famiglia di Gerusalemme Phillip Marcus ha dichiarato lo scorso marzo, al contrario di ciò che hanno fatto altri suoi colleghi in vicende precedenti, di non avere giurisdizione sul caso di Goldberg ed ha adottato lo stesso comportamento in altri due casi che coinvolgono coppie omosessuali.

Per motivare la sua decisione, Marcus ha dichiarato: "Se si scopre che uno [dei presunti padri, ndr] seduti qui sono pedofili o serial killer, sono cose che vanno esaminate".Sconvolto dalla motivazione, per altro mai addotta in caso di coppie etero, Goldberg ha lanciato un appello alla corte distrettuale di Gerusalemme, un consiglio di giudici molto osservanti della religione che sono stati d’accordo con l’osservazione fatta dal neo papà secondo il quale Marcus ha la giurisdizione per ordinare un test di paternità, ma hanno ordinato che un legale rappresentasse i piccoli e che il caso fosse rimandato a Marcus.