Gli ambasciatori italiani: i nostri partner vengano riconosciuti

Per la prima volta, gli ambasciatori lgbt italiani chiedono che i partner possano uscire dall’invisibilità e avere un riconoscimento formale dalla Farnesina. Bonino: “ho ben chiaro il problema”

Tutele e diritti per i diplomatici italiani gay e i loro compagni. A chiederlo sono loro, i nostri ambasciatori nel mondo, con una lettera al ministro degli Esteri Emma Bonino. “Con serenità ma anche con chiarezza abbiamo chiesto che anche chi fra noi ha un compagno omosessuale possa veder riconosciute tutele che ormai molti ritengono legittime e soprattutto né scandalose e tantomeno illegittime”, dice uno dei diplomatici che ha firmato la lettera agli alti gradi del ministero, al quotidiano La Repubblica.

Il punto è la rappresentanza negata dei compagni e delle compagne dei funzionari della Farnesina che in occasioni ufficiali, al contrario degli omologhi eterosessuali, non possono accompagnare o presenziare agli appuntamenti di lavoro dei partner. La questione, nel mondo, si è posta quando la Germania, primo paese al mondo, ha nominato come rappresentante agli Esteri Guido Westerwelle, omosessuale dichiarato.

Oggi anche gli italiani chiedono tutele e Emma Bonino non si nega: “ha ben chiaro il problema e si impegnerà per migliorare la condizione dei funzionari interessati”, dicono dal suo staff. Chissà, magari il prossimo Natale i compagni degli ambasciatori non saranno più figure invisibili.

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