Gli animali gay sbarcano a Genova

Apre oggi nella città del prossimo Gay Pride “Against Nature?” la prima mostra sull’omosessualità nel regno animale, un evento inedito che scatenerà polemiche. E non provate a chiamarli contronatura.

È un arca di Noè insolita quella approdata oggi a Genova al Museo Doria per il Festival della scienza 2008. Non sbarcano come da ufficiale richiesta divina a Noè “due animali di ogni specie maschio e femmina” ma coppie maschio-maschio e femmina-femmina: gli animali gay.

Ci sono pinguini, cigni, lupi, germani reali, balene, scarafaggi e numerosi altri in quello che passerà alla storia come il primo Gay Pride italiano degli animali che anticipa, di poco, quello di noi primati bipedi che si terrà nella città nel giugno 2009.  Sono finalmente in mostra fotografie, modelli e installazioni che documentano senza equivoci che l’omosessualità è presente in migliaia di specie animali dai minuscoli insetti  fino ai giganteschi capidoglio.

Attenzione, in Natura non sono contemplati esclusivamente atti omosessuali fini a se stessi. Al contrario è ben rappresentata anche l’affettività gay. Così oltre a delfini che fanno petting subacqueo e scimmie bonobo che fanno sesso anti-stress senza troppo considerare il sesso (e l’età) del partner possiamo ammirare fenicotteri rosa, pappagallini e altri animali che formano coppie di fatto omo che durano tutta una vita.

La selezione di lavori esposta a Genova viene da un’esposizione permanente del Museo di storia naturale dell’Università di Oslo che ha aperto i battenti nell’ottobre 2006. L’esposizione, insieme all’uscita (nel 1999) del testo (mai tradotto in italiano) Biological exhuberance che documenta scientificamente l’omosessualità in 450 specie animali, ha rivoluzionato l’approccio della Biologia all’omosessualità in natura.

Fino ad allora gli studiosi che notavano comportamenti omosessuali negli animali (soprattutto negli zoo) li censuravano o li spiegavano come esotici sfoghi di animali in gabbia. Le immagini  in mostra ritraggono animali allo stato libero… e da qui l’eccezionalità dell’esposizione che demolisce il pregiudizio che vorrebbe l’omosessualità “contro natura”.

Peccato però che lo sbarco degli animali gay sia avvenuto quasi di nascosto e, a nostre innumerevoli richieste di dettagli, l’organizzazione si sia mostrata reticente a rispondere. La comunità gay, direttamente interessata alla mostra, non è stata avvisata con anticipo dell'”animal pride” e solo uno scarno comunicato stampa ha accompagnato l’inaugurazione: “Il Museo di Storia Naturale di Oslo porta per la prima volta in Italia una selezione  degli studi e delle foto di oltre 1500 specie in cui sono stati analizzati atteggiamenti sessuali tra individui dello stesso sesso”.

Considerato il tema “difficile” è probabile che non si sia voluto attirare troppa attenzione su Natura e omosessualità se si pensa alle polemiche e censure (sino alla chiusura) della mostra Arte e omosessualità dell’anno scorso.Scavando un poco poi, abbiamo scoperto che la mostra ha subito ben più di un rifiuto da diverse istituzioni museali genovesi…

Insomma, se le polemiche non ci sono ancora state, ci saranno, ma intanto godiamoci la mostra che sarà aperta fino al 7 gennaio prossimo.

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di Stefano Bolognini