Gli Usa ci riprovano: di nuovo in aula l’abolizione del DaDt

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Ripresentata, e riapprovata, alla Camera dei Rappresentanti la legge che abolisce il Don't Ask Don't Tell. Adesso torna modificata in Senato dopo l'ultima bocciatura. Prima che sia troppo...

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La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ci riprova ed oggi ha di nuovo approvato la legge che abolisce il Don’t ask Don’t tell, le regola istituita dall’allora presidente Bill Clinton e che vieta ai militari di far ecoming out, pena il licenziamento.

Nessuna novità negli schieramenti dei favorevoli e dei contrari, rispetto alla scorsa votazione, quella di maggio: 250 i sì e 175 i no.

La legge è tornata alla Camera perché la scorsa settimana al Senato il primo testo non aveva passato il voto procedurale, per il quale è necessario una maggioranza qualificata e quindi anche i voti di qualche repubblicano.

Adesso, con il testo modificato, la speranza espressa dal leader dei democratici Harry Reid è di riuscire a convincere anche qualche repubblicano e di farlo in tempi brevi perché la norma venga approvata anche dalla camera alta.

"Stiamo esaurendo velocemente i giorni a disposizione di questa legislatura – ha detto Reid riferendosi al fatto che con il nuovo anno si insedierà il nuovo Congresso che, con una maggioranza repubblicana alla Camera frutto delle elezioni di medio termine, non renderà possibile l’approvazione della misura – i senatori repubblicani che sostengono l’abolizione di questa legge discriminatoria devono unirsi a noi adesso".

Tra i firmatari della legge, c’è anche la repubblicana Susan Colins che ne appoggerà l’approvazione al senato, insieme, pare, ai colleghi di partito Olympia Snowe e Scotto Brown e all’indipendente Lisa Murkowski. I quattro voti, uniti a quelli dei 57 democratici dovrebbero essere sufficienti a far passare in tempo utile il prvvedimento che "mettera’ fine alla discriminazione che ha costretto 13.500 uomini e donne che servivano con onore a lasciare la divisia", come ha detto il leader dei democratici alla Camera Steny Hoyer.

Le speranze del presidente Obama sono tutte concentrate sull’approvazione di questa legge entro fine legislatura, cosa che gli permetterebbe di attuare almeno una delle promesse fatte in camapgna elettorale alla comunità lgbt.

"Era la cosa giusta da fare – ha dichiarato Barack Obama, commentando la riapprovazione della legge alla camera -. Tutti coloro che rischiano la vita per il Paese devono essere trattati allo stesso modo".

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