Google, IBM, Cisco: ecco le aziende più friendly del mondo

Sono 5, tra cui anche BT e Morgan Stanley e le aziende più friendly dalla Camera di Commercio Gay e Lesbica Internazionale per le loro politiche sulla diversità. Nessuna italiana tra le partecipanti.

L’International Gay and Lesbian Chamber of Commerce (IGLCC – Camera di Commercio Gay e Lesbica Internazionale) ha reso pubblici ad Amsterdam i risultati della seconda edizione dell’International Business Equality Index. In sostanza si tratta di un indice che misura le politiche che società multinazionali scelgono in relazione alle tematiche della diversità e dell’inclusione, con particolare riguardo alle comunità lgbt dei paesi in cui operano. I risultati dello studio sulle migliori politiche di inclusione e diversità saranno presentati a Milano venerdì 18 giugno, a partire dalle 16, nalla Sala delle Colonne (presso Image Building).

Quest’anno le cinque aziende più lgbt friendly del mondo sono risultate IBM, Google, BT Group, Morgan Stanley e Cisco Systems. Di queste, tre si erano classificate tra le prime cinque già nel 2009, mentre sia Google che Morgan Stanley partecipano per la prima volta all’Equality Index. Google, però, più volte si è pubblicamente espressa a favore dei diritti delle persone lgbt e il gruppo di lavoratori gay dell’azienda di Mountain View, i Gayglers, partecipano regolarmente ai Pride.

Secondo Pascal Lépine, presidente fondatore e segretario generale dell’Iglcc, quest’anno le iscrizioni di aziende che intendono partecipare all’Equality Index sono più che raddoppiate rispetto al debutto nel 2009. Venticinque compagnie internazionali, con cifre di vendita complessive pari a oltre 1 miliardo di dollari e con un organico totale di oltre 2,2 milioni di persone in 220 paesi, hanno partecipato all’indagine completa.

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«A nome dei dipendenti di IBM e delle nostre comunità LGBT di tutto il mondo, IBM è estremamente fiera di aver ricevuto questo riconoscimento da parte dell’International Gay and Lesbian Chamber of Commerce (IGLCC) – ha commentato Frank Kern, senior vice president, Global Business Services di IBM -. Il patrimonio di IBM in materia di diversità dura da quasi 100 anni, e noi c’impegniamo oggi, come in ogni momento della nostra storia, a sviluppare costantemente le nostre politiche globali innovative sul posto di lavoro».

La partecipazione di così tante aziende all’Equality Index 2010 è indice del ruolo sempre più importante che le società multinazionali stanno svolgendo per quanto riguarda l’introduzione e la difesa della diversità ovunque esse si manifestano. «Le attività internazionali hanno un ruolo di importanza incommensurabile per lo sviluppo della tolleranza e della diversità in tutto il mondo – ha sottolineato Pascal Lépine-. Non solo i programmi di diversità, come quelli misurati dall’Equality Index, sono utili per le comunità ma sono anche importanti per l’andamento degli affari e contribuiscono a garantire la produttività dei dipendenti».

«È molto incoraggiante il fatto che 22 delle 25 aziende che hanno partecipato allo studio di questo anno offrano dei programmi di diversità e inclusione in tutti i paesi in cui operano – ha affermato David Pollard, presidente dell’International Business Equality Index Committee-; ancora di più colpisce il fatto che lo stesso numero di aziende includa le tematiche lgbt nel proprio programma globale sulla diversità. Si tratta di un risultato molto entusiasmante, che mostra come il mondo del lavoro possa contribuire globalmente al benessere della comunità».

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Anche quest’anno l’ILGA (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) e la sua antenna europea ILGA Europe hanno svolto un ruolo centrale nello sviluppo dell’Equality Index.

«La crescita registrata dall’Index e l’aumento della sua copertura a livello internazionale ci riempiono di soddisfazione – hanno sottolineato Gloria Careaga e Renato Sabbadini, co-segretari generali di ILGA -. Considerando che un numero troppo alto di persone appartenenti alla comunità lgbti subisce ancora oggi in tutto il mondo molestie e altre forme di discriminazione sul posto di lavoro, è essenziale svolgere un ruolo guida esemplare; ed ecco perché premiare le politiche e i processi aziendali di inclusione lgbti più meritevoli con l’Equality Index 2010 è il modo migliore di indicare alle altre aziende la via da seguire».

«Purtroppo nessuna azienda italiana ha partecipato quest’anno all’Equality Index – aggiunge Angelo Caltagirone, presidente di egma, l’associazione europea di manager gay e lesbiche, e membro del comitato organizzativo dell’Index -. Ma non va dimenticato che praticamente tutte le aziende partecipanti hanno sedi in Italia, presso le quali lavorano oltre 100.000 persone».