Il governatore Fedriga all’attacco: difenderà solo la famiglia tradizionale

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Addio alla rete Re.a.dy e alle tutele contro le discriminazioni. Il Friuli Venezia Giulia sarà così salvo dall'ideologia gender?

Lega Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga Matteo Salvini
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Il governatore del Friuli Venezia Giulia ha annunciato la sua battaglia per promuovere la famiglia formata da un uomo e una donna.

Il leghista Fedriga e presidente della regione a statuto speciale ha presentato oggi la legge di stabilità regionale, e ha annunciato delle novità in ambito scolastico. Ma l’istruzione non c’entra molto. Perché si vuole puntare a insegnare ai bambini che l’unica famiglia esistente è quella composta da una mamma e un papà. Ogni altra coppia non è possibile.

Questo in poche parole il succo del suo discorso, pubblicato su Facebook: “Siamo in un contesto storico in cui il ruolo della famiglia viene posto sempre più sotto attacco. Promuovere il valore della diversità tra uomo e donna quale elemento essenziale per lo sviluppo e la coesione sociale è un obiettivo qualificante per un’amministrazione responsabile“. Una crociata contro le famiglia omogenitoriali, insomma, mentre quelle tradizionali sarebbero al giorno d’oggi sotto attacco.

A scuola di omofobia

Il governatore Fedriga ha intenzione di creare una “carta dei diritti” da utilizzare poi per organizzare corsi di formazione e lezioni in classe, volta a favorire la famiglia uomo-donna. Dimostrandosi apertamente a favore delle discriminazioni, non intende dare peso al tema LGBT+ e alle famiglia arcobaleno. Il progetto, prima di iniziativa regionale, punta ad essere esteso in tutte le regioni italiane e diventare così di interesse nazionale.

Il leghista ha infine confermato quanto già annunciato a maggio: recedere dalla rete nazionale anti discriminazioni. “Chi mi ha preceduto, ha aderito alla rete Re.a.dy per promuovere istanze Lgbt. Noi creiamo invece la rete famiglia” ha scritto sempre sulla sua pagina ufficiale di Facebook. La rete Re.a.dy era un’idea partita dal Comune di Torino e di Roma, avviata poi anche in Friuli Venezia Giulia, volta a prevenire le discriminazioni in base al genere o all’orientamento sessuale e proprio in questo ambito prevedeva anche eventi a favore del mondo LGBT. Sfruttando la legge di bilancio regionale, Fedriga ha eliminato la collaborazione, salutando per i prossimi 5 anni il lavoro dell’ufficio Pari Opportunità. Il Friuli Venezia Giulia sarà salvo.

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