Governo francese ribadisce no a matrimoni gay

Quando inizia il dibattito sull’introduzione del matrimonio gay in Francia, il governo di Nicolas Sarközy ribadisce la sua contrarietà e la volontà di mantenere i Patti civili di solidarietà.

Il governo francese ha ribadito il suo no ai matrimoni fra omosessuali in occasione del primo dibattito parlamentare sul tema su una proposta di legge presentata dall’opposizione socialista. "Questo dibattito è l’occasione di mostrare l’attaccamento della nostra società all’istituzione del matrimonio, per la sicurezza che garantisce in rapporto ad altri tipi di unione e per il simbolo sociale che rappresenta", ha detto il ministro della Giustizia, Michel Mercier.

"Il governo ha spinto per una uguaglianza dei diritti per i partner dei Pacs e gli sposi, ma il matrimonio e i Pacs non saranno mai uguali sul piano della vocazione familiare". I PaCS (Patto civile di solidarietà) sono stati introdotti in Francia dal governo del premier socialista Lionel Jospin nel 1999. Il relatore della proposta di legge per i matrimoni gay, il deputato socialista Patrick Bloche, ha ricordato che già sette Stati hanno approvato le nozze tra persone dello stesso sesso (Olanda, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda), sottolineando che tra loro ci sono paesi "dalla cultura cattolica molto marcata" e che il riconoscimento dei matrimoni gay "non ha danneggiato le loro fondamenta".

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