Gran Bretagna, la Chiesa dice no a preti e suore trans

Le gerarchie cattoliche inglesi si sono scagliate contro un provvedimento del governo che garantisce pari opportunità ai transessuali anche in campo religioso

In Gran Bretagna la gerarchia cattolica ha alzato le barricate contro una proposta di legge che punta a farla una volta per tutte finita con le discriminazioni sofferte da chi ha cambiato sesso.

I vescovi ‘papisti’ di Inghilterra e Galles hanno risposto con un duro documento all’idea del governo di Sua Maestà che ha elaborato una sorta di carta unica per la parità dei diritti nel Regno Unito e auspica anche per i transessuali pari opportunità in materia religiosa.

Se passasse il disegno di legge, i trans (ce ne sono almeno cinquemila in Gran Bretagna) si vedrebbero garantito il diritto a partecipare attivamente ai sacramenti della confessione a cui aderiscono. Nel caso della religione cattolica, tale carta dei diritti garantirebbe la possibilità ad un transessuale, qualora lo desideri, di sposarsi, farsi prete o suora, inserire la sua nuova identità sui registri religiosi.

Non sia mai: in un lungo documento di risposta alle proposte del governo la Chiesa Cattolica strilla contro la prospettiva di dover un giorno concedere l’ordinazione sacerdotale ai trans.

‘La Chiesa – spiega il documento – si oppone alla discriminazione immotivata e sostiene fattivamente gli sforzi per eliminarla. Bisogna però anche notare che le basi legali di queste nuove norme(…) considerano fattori intrinseci (come il sesso, l’età, la razza, la disabilità) ma anche frutto di scelte personali (come l’orientamento sessuale). Dal punto di vista morale questi non danno origine a diritti paritari".

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In conclusione i vescovi di Inghilterra e Galles invocano chiede che siano fatte, all’interno della legge anti-discriminazione, le debite eccezioni: ‘Molti cristiani credono, su basi religiose molto solide, che il genere di appartenenza sia dato prima della nascita e che non possa essere cambiato in seguito’, argomenta monsignor Peter Smith, arcivescovo di Cardiff.

Di attualità e fonte di polemica rimangono in Gran Bretagna anche i ‘diritti’ da riservare agli omosessuali: ieri in Irlanda del nord la Corte Suprema di Giustizia ha invalidato, con una sentenza di 42 pagine, gli articoli di una nuova legge che vieta le molestie verbali verso gli omosessuali. Il giudice Weatherup ha sostenuto che il divieto di commentare negativamente le tendenze gay può ledere la libertà di parola e quella di fede.

Il testo di legge non è stato però del tutto bocciato; rimane quindi valida la parte in cui si proibisce a chiunque di negare lavoro, servizi ed istruzione agli omosessuali. La multa prevista per chi non rispetta le regole è di 15.000 sterline (25000 euro). Dopo la sentenza di ieri un albergatore cristiano o che comunque non accetti per motivi morali l’omosessualità può esplicitamente esprimere il suo disappunto verso tale pratica ma non può in alcun modo rifiutare una stanza ad una coppia dello stesso sesso

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