GRAN BRETAGNA: SÌ ALLE COPPIE GAY

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La Camera dei Lord ha approvato la bozza di legge per i registri delle unioni civili. Forse entro settimana legge che estende i diritti alle convivenze omosessuali.

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LONDRA – Ieri la Camera dei Lords ha di fatto spianato la strada all’approvazione del ‘Civil Partnership Bill’, bocciando un emendamento che avrebbe creato un conflitto tra le due camere e reso più difficile l’approvazione della legge che estenderà alle coppie gay il riconoscimento dei diritti civili delle coppie sposate.
A questo punto il ‘Civil Partnership Bill’ potrà diventare legge presumibilmente entro la settimana. L’emendamento bocciato ieri, con 251 voti contro 136, proponeva di estendere anche ai parenti stretti che vivano insieme da almeno 12 anni una serie di diritti civili: assistenza sociale e diritti pensionistici, pari diritti dei conviventi sull’affitto dell’immobile, diritto alla pensione di reversibilità, tutele in caso di separazione, esenzione dalle tasse sull’eredità degli immobili, diritto di assistenza reciproca in caso di ricovero ospedaliero. Si tratta appunto dei diritti di cui godono le coppie regolarmente sposate e che in base al ‘Civil Partnership Bill’ verranno estese alle coppie omosessuali.
Il riconoscimento delle unioni civili, che consente alle coppie gay di avere pari diritti in termini di reversibilità delle pensioni, eredità e condivisione dei beni, non introduce in ogni caso il diritto per gli omosessuali di sposarsi. L’unione verrà sancita con un atto scritto negli appositi uffici pubblici – ma non nei luoghi di culto religioso – e le coppie gay non potranno divorziare ma solo registrare la fine della loro unione civile. L’adulterio non potrà essere un motivo per il dissolvimento dell’unione, come avviene invece per le coppie sposate. L’unione civile potrà essere registrata nei consolati e nelle ambasciate britanniche, ma potrebbe non essere riconosciuta nei paesi stranieri che non hanno leggi simili.
La legge aveva iniziato il suo iter parlamentare nel marzo scorso, ma era stata avversata da alcuni gruppi religiosi che non volevano ‘aprire la strada’ ai matrimoni gay.
Il passaggio finale della legge è stato salutato da Stonewall, la più importante organizzazione britannica per i diritti degli omosessuali: “E’ un passo avanti storico. Finalmente i Lord hanno riconosciuto che siamo nel 21.mo secolo”, afferma un comunicato.
La Gran Bretagna diventerà il tredicesimo Paese europeo a riconoscere e tutelare sul piano giuridico le coppie gay: Danimarca, Norvegia, Svezia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Finlandia, Ungheria, Francia, Gran Bretagna, Germania, Islanda, Portogallo riconoscono pari diritti alle coppie omosessuali.
Tra questi l’Olanda e il Belgio hanno esteso il matrimonio vero e proprio alle coppie gay. La Spagna si appressa a fare lo stesso mentre le regioni Catalogna, Valencia, Aragona e Navarra prevedono già il riconoscimento delle convivenze gay.
Nel nostro Paese è per ora in discussione alla Camera una proposta di legge sul Pacs (Patto civile di solidarietà). La proposta è stata presentata da Franco Grillini, parlamentare Ds e presidente onorario di Arcigay, e da altri 160 deputati ed è l’equivalente del ‘Pacte Civil de Solidarité’ (Pacs) già esistente in Francia. Garantirebbe a due conviventi una serie di responsabilità e diritti reciproci.

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