Grillini contro Maroni: tasseranno i celibi

Il Parlamentare Ds presidente Arcigay contro la proposta di legge sulla famiglia: "con gli incentivi fiscali alle coppie di giovani sposati si avvia una vera e propria istigazione al matrimonio"

ROMA – "Manca solo la tassa sul celibato, ma siamo a buon punto. Già l’approvazione dell’esenzione dall’imposta di successione ha escluso tutti coloro che non siano direttamente discendenti dal caro estinto (quindi niente esenzione fiscale per i conviventi), ma con l’annunciata legge per gli incentivi fiscali alle coppie di giovani sposati e di quelle che si sposeranno non solo si introduce di fatto una tassa sul celibato, ma si avvia una vera e propria istigazione al matrimonio". Lo sostiene il Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell’Arcigay, secondo cui la scelta "di escludere dai provvedimenti di incentivi fiscali tutti coloro che non vivono in una famiglia ‘regolare’ appare più come una scelta religiosa, clericale e ideologica che non, come dovrebbe essere in uno stato laico, un aiuto a tutti coloro che hanno bisogno di un alloggio e non hanno i mezzi per acquistarlo".

Per Grillini, la "tendenza della maggioranza di centrodestra alla creazione di uno stato etico, di una sovrapposizione sempre più evidente tra morale (meglio sarebbe dire moralismo) clericale e leggi dello Stato, costituisce un rischio serio per i valori fondamentali della laicità dello stato che, come tale, deve essere di tutti e non solo di coloro che sono sposati o che professano la religione di stato romano cattolica". "La costituzione dell’organizzazione delle famiglie di fatto risponderà in futuro all’esigenza di visibilità delle coppie gay ed eterosessuali non sposate e che rivendicano il riconoscimento in campo legislativo di quei diritti umani la cui negazione costituisce una pura crudeltà", conclude l’esponente Ds.

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