Grillini: da Rutelli solo impegni generici sui gay

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Il candidato sindaco a Roma per i Socialisti risponde a Rutelli sui diritti dei gay nel suo programma. «Da lui solo impegni generici, da anni ha abdicato alla...

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«Il candidato sindaco del Partito Democratico a Roma Francesco Rutelli, interviene nuovamente sulla questione omosessuale, un nervo scoperto del suo programma e della sua campagna elettorale. Nel ricordare a Rutelli che l’intera Arcigay nazionale sostiene la candidatura di Franco Grillini – ha dichiarato a Gay.it lo sfidante di Rutelli per la sindacatura di Roma -, vorrei fargli presente che stona assumere impegni generici senza dire nulla sulle proprie pesanti responsabilità per la mancata approvazione in Parlamento e Consiglio comunale a Roma di un registro delle unioni civili

«Rutelli elettorale, – ha continuato il candidato Franco Grillini – anziché imbrogliare gli elettori e truccare le carte, sarebbe più credibile se facesse una ferma autocritica sulla sua linea politica verso la legge 40, sulla cancellazione del Pacs dal programma dell’Unione, sul sostegno nel Pd ai parlamentari dell’integralismo cattolico, sulla mancata approvazione in Parlamento del testamento biologico, sulla mancata approvazione del divorzio breve, sulla mancata approvazione di normative per le coppe di fatto e potrei continuare a lungo.»

«I socialisti, con la candidatura di Franco Grillini, sfidano Rutelli a cancellare la grave ferita alla laicità del Campidoglio e della città di Roma inferta dal partito democratico che ha votato con la destra la bocciatura del registro delle coppie di fatto.»

«Non basta certo un impegno generico per un centro di cultura internazionale gay – ha concluso Grillini – per risolvere l’abdicazione alla laicità della linea politica Rutelli e che pesa come una cappa irrespirabile sulla città di Roma ed è a tutto campo e riguarda le donne, e la difesa della 194, riguarda spazi e diritti delle persone lgbt, spazi per cerimonie di matrimonio civile e di addio per i laici, l’integrazione di tutte le diversità e, soprattutto, l’autonomia del Campidoglio da Oltretevere.»

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