Grillini: “Finalmente anche Roma pensa alle unioni civili”

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Secondo il deputato socialista, non solo l'adozione del registro per le coppie di fatto nella capitale avrebbe un valore fortemente simbolico, ma è anche un vero e proprio...

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"Finalmente il Consiglio comunale di Roma discuterà una delibera per l’istituzione del registro delle unioni civili". Con queste parola il deputato socialista Franco Grillini commenta la decisione del consiglio capitolino di affrontare la questione delle coppie di fatto."Non è il primo comune a discuterne né sarà l’ultimo fintantoché non sarà varata una legge nazionale che riconosca diritti delle coppie di fatto comprese quelle omosessuali così come è avvenuto in 22 dei 27 paesi dell’Unione Europea (Austria e Irlanda si aggiungeranno a breve al lungo elenco) – continua Grillini -. Dal 1999, anno di Istituzione del primo registro presso il Comune di Pisa, sono state decine i comuni che hanno discusso e deliberato su questa materia".
L’Istituzione dei registri ha un valore eminentemente simbolico ed offre un contributo perché a livello nazionale sia varata in tempi rapidi una legge che riconosca i diritti di tutti i nuclei familiari.

"L’approvazione a Roma del registro delle unioni civili assumerebbe un particolare valore simbolico – dichiara ancora il presidente onorario di Arcigay – perché avverrebbe nella Capitale e perché cade nel momento in cui in Senato, in Commissione giustizia, si sta discutendo il testo base della proposta sui Cus (contratti di unione solidale). Leggiamo su "Avvenire" che la proposta sarebbe avanzata da ‘massimalisti’, ma di radicale nella proposta al voto non c’è proprio nulla".
In oltre secondo Grillini, quello di roma sarà un esame per la nuova formazione di centrosinistra di cui il sindaco della cpaitale è il segretario nazionale."Non c’è dubbio infine che la discussione in Campidoglio rappresenta il primo vero banco di prova sulla tenuta del Partito democratico sotto il profilo della laicità. A Roma – conclude Grillini – il centro-sinistra dispone in Consiglio di una larga maggioranza e se la discussione si dovesse concludere in modo negativo risulterebbe definitivamente evidente il deficit di laicità del nuovo partito".

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