Grillini parla a Pisa, ma la Curia gli chiude le porte

Il candidato a sindaco di Roma per i socialisti, avrebbe dovuto tenere un’incontro ieri al Teatro Lux, di proprietà della Curia. Ma Il permesso gli è stato negato. L’incontro si è svolto altrove.

La Curia Vescovile di Pisa ha chiesto la cancellazione, ieri mattina, dell’incontro prefissato da tempo "I diritti di tutti" a cui avrebbe partecipato l’onorevole Franco Grillini, candidato sindaco per i socialisti a Roma.

L’incontro si sarebbe dovuto tenere alle 21 nella sale del Teatro Lux, di proprietà della curia, che ha minacciato la rescissione del contratto agli attuali gestori del teatro nel caso si fosse tenuta la conferenza.

L’onorevole Grillini ha comunque parlato a Pisa nella sala dell’Hotel Duomo, dopo avere improvvisato un sit-in di protesta davanti al Teatro Lux.

"L’increscioso episodio di censura – spiega Pietro Finelli, coordinatore costituente socialista Pisa – mostra bene sia il modo in cui la Chiesa pensa al pluralismo e al dibattito, sia il corso ruiniano inaugurato dal nuovo vescovo di Pisa".

"La censura alla mia presenza a Pisa in un dibattito sui diritti da parte della Curia locale – ha commentato Grillini – oltre a rivelare un brutale sottofondo di razzismo, è quanto mai esemplare di ciò che la Chiesa di Ratzinger e Ruini intende per libertà di pensiero e di dialogo. Fa ancora più rabbia pensare che queste strutture sono finanziate con l’8 per mille e con denaro pubblico, denaro di cui si fa un vergognoso uso di parte, nonchè brutalmente discriminatorio. Questo episodio dimostra la necessità di una riscossa laica e democratica e che è urgente un’azione a difesa della libertà di parola per tutti".

Ti suggeriamo anche  Franco Grillini: 'ho un tumore devo curarmi, come faccio con il taglio dei vitalizi?' - l'appello di Pier Ferdinando Casini

Solidarietà a grillini è stata espressa dal presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso. "Rammarica constatare che una volta erano i fascisti che chiudevano i cinema agli ebrei e agli omosessuali – si legge in una nota firmata da Mancuso –  ora sono le gerarchie cattoliche che manifestano cosi la loro intolleranza".