Grindr tolleranza zero: ora fa sul serio contro le discriminazioni

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No grassi, no bassi, no over 50 saranno vietati sull'app d'incontri.

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Grindr ha avviato la lotta a tutte le discriminazioni, almeno all’interno della comunità LGBT+.

Per gli assidui frequentatori dell’app d’incontri internazionale (ma anche per coloro che l’hanno usata una sola volta in tutta la loro vita) sarà capitato di leggere descrizioni molto dirette, sgrammaticate e… discriminatorie. Per non dire razziste. Sono molti difatti coloro che cercano una botta e via ma con un utenti che rispettano certi criteri: alto, muscoloso, XXL, meglio se ospitale. 

Grindr non ci sta più, e ha deciso di eliminare i profili che in qualche modo discrimineranno gli altri utenti. Non saranno più permessi quindi “no grassi“, “no bassi“, o peggio “no stranieri”, o ancora peggio si neri ben dotati. La decisione è arrivata dopo numerose lamentele da parte di utenti con qualche difetto fisico o solamente perché stranieri, i quali sono stati fortemente discriminati. Molti utenti si dicono favorevoli a tale scelta da parte dell’applicazione, ma altrettanti invece la criticano, semplicemente perché è solo un modo per indicare le proprie preferenze sessuali. Inoltre, c’è sempre il modo per aggirare il sistema: la parola grassi diverrà gr4ssi, come il termine massaggi che viene scritto mass@ggi, e così via.

Kindr: la campagna Grindr contro le discriminazioni

Dal 2009, anno di nascita dell’applicazione, Grindr non ha mai preso una posizione netta contro le discriminazioni presenti nei profili degli utenti (oltre 2 milioni al giorno). Per questo motivo, da questa settimana è partita una vera e propria campagna di sensibilizzazione, chiamata appunto Kindr.

Kindr mostrerà inizialmente un video in cui alcuni personaggi famosi, tra cui RuPaul, racconteranno le loro esperienze discriminatori all’interno di Grindr. Oltre il 60% degli utenti neri, asiatici o di origine mista ha ammesso di aver ricevuto rifiuti solo per la loro provenienza (da ricerca condotta nel 2015 dalla rivista britannica FS Magazine). Questa situazione, naturalmente, non vale solamente per il mondo LGBT+. Anche in Tinder, la versione “etero” di Grindr, i profili sono pieni di discriminazioni simili, ma non ha mai avviato alcuna campagna di sensibilizzazione.

Credits: go.hellonews.site

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