Grosseto: scritte ingiuriose sulla porta di Arcigay

Nuovo caso di offese verso punti di rappresentanza della comunita omosessuale italiana. Stavolta la notizia viene dalla maremma toscana.

GROSSETO – Nuovo caso di vandalismo a sfondo omofobo, con scritte vandaliche sulla porta del Comitato Provinciale Arcigay di Grosseto. A renderlo noto è lo stesso Presidente del circolo Leonardo da Vinci, Davide Buzzetti, tramite un comunicato stampa: «Con rammarico diamo la notizia di questo spiacevole atto che si è verificato con tutta probabilità nella notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio; la scena è quella del film “La Vita è bella” ma cambia il soggetto, non un cavallo ma una porta, non gli ebrei ma gli omosessuali. Sulla porta dell’Arcigay di Grosseto è stata scritta da ignoti con bomboletta spray nera a caratteri cubitali (2×2 mt circa) la frase “Froci di merda”. Non compaiono sigle e non è possibile al momento risalire all’identità dei vigliacchi. Non vorremmo dare troppa importanza al gesto in sé se non si inserisse in una preoccupante serie di azioni che stanno colpendo le persone (e di conseguenza le associazioni) gay, lesbiche e trans nel nostro paese. Scritte simili negli ultimo anno sono comparse nei comitati arcigay di Milano, Roma, Brescia, Padova, Rimini, Udine solo per citare le più gravi e sempre nell’ultimo anno decine sono state le aggressioni verbali ma spesso anche fisiche a persone gay e lesbiche. Ultimi casi di questo maggio i due ragazzi percossi a Torre del lago, il presidente dell’Arcigay Milano malmenato in una pizzeria in pieno centro, il candidato gay a Pistoia Matteo Marliani che ha subito intimidazioni con volantini e scritte omofobi sotto casa. Non vorremmo che la società sottovalutasse questo gesto definendolo bravata (lo erano anche i fascisti nel 1920), o una ragazzata o il gesto di un singolo.

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Questo gesto – continua Buzzetti – è insieme a quelli sopra citati e a tanti altri un segno chiaro del clima d’odio che si sta creando (e riscoprendo) intorno alle persone omosessuali e transessuali in questo paese. La tranquilla Grosseto ci ha ospitato per sei anni senza mai nessun segno o gesto intimidatorio se escludiamo le provocazioni che ricevemmo poco prima del Gay pride. Vorremmo che si reagisse agli attacchi verso i gay come lo si fa giustamente quando questo tipo di azioni vengono subite per esempio da ebrei e persone di colore, faccio appello a tutti i cittadini di questa città, non sghignazzate sul questo fatto, non cedete alla tentazione di ridurlo a qualche battuta, non è un problema dei gay, quando avvengono simili gesti tutti siamo colpiti. Oggi si colpiscono i gay, domani colpiranno anche voi, perché, a volte anche senza saperlo, tutti apparteniamo a qualche minoranza scomoda a qualche maggioranza o supposta tale. Chiediamo ai politici di tutti gli schieramenti e alle istituzioni ecclesiastiche di abbassare i toni, quello che state facendo quando attaccate con tanta forza le persone omosessuali è sdoganare pregiudizi e offese oltre a legittimare implicitamente i comportamenti violenti contribuendo all’imbarbarimento del clima. Dire o lasciare intendere che l’omosessualità è una degenerazione sdogana il pregiudizio per cui l’omosessualità sia dannosa per la società. Dire o lasciare intendere che l’omosessualità è pedofilia sdogana chi prima si vergognava di dirlo e da una giustificazione morale a chi prova odio nei confronti degli omosessuali. Dire o lasciare intendere che l’omosessualità minaccia la famiglia e i bambini permette a qualcuno di pensare che allora è giusto far fuori le persone omosessuali, isolarle e minacciarle. Noi rispettiamo le opinioni di tutti tranne quelle di chi non ci rispetta, aldilà delle polemiche sui diritti dei conviventi si dovrebbe avere il coraggio di affermare cose semplici ma che sottrarrebbero il terreno sociale a questo tipo di violenti. Basterebbe quindi isolarli condannando tutti insieme questi gesti e l’omofobia, contro cui proprio giovedi scorso si è svolta la Giornata internazionale.

Basterebbe affermare che l’omossualità è una variante naturale dell’orientamento sessuale umano, cosi come affermato oramai da decenni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Basterebbe affermare che i Gay e le Lesbiche in quanto tali hanno piena cittadinanza e diritto di essere in questo paese. Finchè ci saranno politici oltrechè rappresentanti istituzionali e religiosi che avranno dubbi sul sottoscrivere pubblicamente questi banali e basilari principi purtroppo gesti come quello capitato all’Arcigay di Grosseto saranno destinati a ripetersi e ad espandersi. L’Arcigay di Grosseto non si lascerà comunque intimidire ma continuerà le sue battaglie con ancor più motivazioni di prima, prima fra tutte quella per l’approvazione di una legge nazionale che condanni l’omofobia e difenda le vittime cosi come previsto per altri tipi di “odi” sociali.»