Caro Guè Pequeno, non sappiamo che farcene dei tuoi “tanti amici gay”

La recente polemica su Twitter che ha coinvolto il rapper è l’occasione per chiarire perché vantare supposte amicizie omosessuali non è una mossa accettabile.

Il rapper Guè Pequeno in queste ultime ore è stato travolto dalle polemiche dopo che, su Twitter, ha dato del “pezzo di ricchione” a un fan che gli faceva notare che il nuovo taglio di capelli non gli stava bene.

Premettendo che Pequeno non è certo noto per la sua raffinatezza e che la reazione isterica per l’offesa sui capelli non fa onore alla virilità a cui Guè tanto sembra tenere, forse è il caso di spendere due parole sul modo in cui il rapper pensa di aver risolto l’incidente. Ecco i tweet “riparatori”.

Praticamente Guè ha detto “non sono omofobo, ho tanti amici gay” . Eccallà.

Non se ne può più, ormai questi hanno imparato la formuletta e ciclicamente la ritirano fuori. Sia chiaro una volta per tutte: non ci interessano i vostri amici gay, non valgono come difesa ovvero attenuante per gli insulti, le offese, gli sfottò. Se avete amici gay che apprezzano, rivolgete a loro i “pezzi di ricchione”. Non agli sconosciuti, pubblicamente, sui social. Perché ciò che un personaggio pubblico fa pubblicamente assume valore culturale, sociale, politico. Diventa un precedente, modella il costume, il luogo comune.

Ti suggeriamo anche  Papà uccide il figlio di 16 anni dopo il coming out

Invocare supposti legami amicali o familiari con omosessuali dopo gli insulti non ha alcun autentico potere riparatore. È tempo di spezzare questo regime tipicamente italiano per cui il privato diventa canone per la norma e il giudizio. Ciò di cui qua si discute sono le azioni pubbliche, i messaggi che si mettono in circolo, queste edificanti sparate sul web che i tuoi fan, caro Pequeno, possono vedere e poi emulare. Questo conta. I tuoi “amici gay” – se davvero ci sono – non contano niente.

L’omofobia diciamolo una volta per tutte: è compatibile con il fatto di avere amici gay. Come il maschilismo è compatibile col fatto di avere una moglie o una fidanzata. Il problema è come si maneggiano queste identità al di fuori dei legami privati, contingenti. Il problema è il grado di rispetto che si è pronti a riconoscere alle persone omosessuali e all’identità omosessuale. Il fatto di non ritenere l’attribuzione di omosessualità un potenziale insulto da usare, ad esempio, contro uno che ti dice che ti sei tagliato male i capelli.

Non conta niente se chi ricorre agli insulti omofobi ha amici gay, come non conta se chi offende e svilisce le donne poi con queste ha delle relazioni sessuali. Certo che anche i maschilisti e gli stalker e i violentatori hanno fidanzate e madri e mogli. Eppure offendono, perseguitano, violentano. Come la mettiamo? Le relazioni private qui lasciano il tempo che trovano.

Ti suggeriamo anche  Stati Uniti, politico anti-gay sorpreso a fare sesso con un uomo

E il riferimento al maschilismo, caro il mio Pequeno,  non lo faccio mica a caso. Già, perché come vogliamo definire quella pietra miliare ispirata e edificante rappresentata dal brano Cantante italiana, di cui sei artefice con Marracash, se non un’esaltazione del maschilismo? Un giochetto facile, in questo paese disgraziato in cui il maschilismo va via meglio del pane. E in quella canzone sfruttate proprio l’inciviltà di questo paese e la alimentate.

Poi, diciamocelo: chi li ha mai visti questi amici gay? Vengono sempre evocati e si finisce puntualmente così, con questi amici che valgono un po’ da formula magica che pretenderebbe di annullare ogni macchia, ogni colpa. Gli amici non li vede mai nessuno, gli insulti invece ci sono eccome. 

D’ora in avanti, amici, vi prego, non facciamone più passare una. Se uno vuole portare delle prove a sostegno della sua apertura mentale piuttosto metta direttamente in discussione il suo machismo. Che ne so, posti una sua foto truccato o meglio in cui si limona un amico.

Vi crederemmo di più e ci risarcireste almeno con una scossa ormonale.

Jonathan Bazzi

20 commenti su “Caro Guè Pequeno, non sappiamo che farcene dei tuoi “tanti amici gay”

  1. Post pessimo e controproducente. Non sapevo chi fosse questo personaggio, sono andato a informarmi: 1) Gli state dando più risalto con questo post che lui con il suo. 2) Ormai non va bene nulla. Essere amici dei gay o no, in ogni caso ti arriva merda dal mondo glbt. 3) E basta con questo piagnisteo, per gli omosessuali OGNI cosa è un motivo per sentirsi insultati. Risultate solo più fessi e ridicoli. TIRATE FUORI LE PALLE. Questo atteggiamento è da vigliacchi, falsi e incapaci. – – – – – – – – Invece di guardare ogni pelo nel post di qualcun altro, tiratevi un gran ceffone e svegliatevi. Pare sempre di più che gli omosessuali non abbiano altro da fare che lagnarsi e non fare un cazzo socialmente.

      1. Lui ha SOLO E UNICAMENTE E LEGITTIMAMENTE detto che ha amici gay. VOI avete fatto tutto. – – – – – – Quando invece lo dice qualche stellina rincretinita della musica, i gay sono tutti li a sbrodolare. MA PER PIACERE!!!

        1. Forse non hai letto bene. Guè Pequeno ha detto “pezzo di ricchione” a un ragazzo che ha detto che non stava bene col nuovo taglio di capelli. In seguito, per difendersi dalle critiche, ha precisato che ha amici gay.

          1. Quanti, tra noi gay e amici, ci chiamano l’un l’altro simpaticamente con quei termini (frocio, checca, principessa, …) ma che detti da qualcun altro sarebbero assolutamente dispregiativi? Tanti, tutti. Cosa ne sappiamo noi del privato di Pequeno? Non lo conosco e non intendo difenderlo, ma nemmeno straparlare tanto da passare dalla parte del torto per ignoranza. Cosa che i gay stanno facendo sempre di più. PROVE. Altrimenti è solo aria fritta.

          2. Se ma quello a cui a dato del ricchione non era suo amico e di certo lui quando li ha dato del ricchione non stava scherzando

          3. Questo lo hai inventato tu adesso. Nessuno di noi sa come sono andate le cose. Nessuno era li. Non mangiatevela proprio tutta, la merda che vi viene data. Rischiate di passare dalla parte del torto prima di capire di cosa state parlando.

          4. Oh sappiamo solo quello che ha scritto su twittier, un fan gli ha detto che il suo taglio di capelli era brutto e lui gli ha dato del ricchione

          5. Appunto. Magari erano anche amici (e magari l’amico era pure gay) e hanno fatto la scenetta per coglionare la stampa. Sai che glie ne frega a quelli se parlano bene o male di loro!?!? – – – – – – – Di rilevante c’è solo che il mondo glbt (come questo sito) non vede l’ora di fare la vittima e declinare OGNI cosa contro se stessi, ad ogni costo, su ogni fronte. Starei più attento ad evitare di esasperare la gente con il vittimismo gay (cosa che con i Pride sta diventando insopportabile) piuttosto che stare dietro all’ennesimo rapper sfigato arricchito e alle sue uscite sfortunate.

        2. Non capisco perché Lei forse per alzare la voce usi il carattere maiuscolo che peraltro non ha utilizzato per confutare quanto scritto e cioè un insulto usando il termine “ricchione”. È una offesa ingiuriosa e lesiva del prossimo ed è pure un reato penale.

          1. Lo stampatello è per esaltare l’esasperazione per questo atteggiamento remissivo e vittimista. Qualche parola è accettata anche nella netiquuette. Il suo post è migliore perché parla del mio post in termini grammaticali e lessicali ed esula completamente dal punto del discorso? Meglio, certo. Quando si dice mancanza di argomentazioni… Io ho espresso ciò che volevo e lei si perde nelle virgole. Colpa mia a commentare in questa sito razzista e discriminante!

          2. Resto comunque in attesa di ricevere una risposta sul cuore della questione cioè l’insulto con parole omofobe e ingiuriose. Io trovo chi usa termini offensivi e volgari nel torto e maleducato e la legge lo trova in difetto e in reato. Probabilmente io e il codice penale e civile abbiamo torto.

  2. Eh sì che ce li presentino questi amici gay sono 20 anni che aspettiamo di conoscere gli amici gay di Rosy Bindi della Binetti di Buttiglione di Casini di Giovanardi di Gasparri della Meloni di Salvini…. se sono veri dovrebbero essere una folla

  3. Uno dice che ha amici gay e lo massacrate. – Uno che prende per il culo i suoi stessi fan con un argomento delicato, coglionando tutti i gay voi lo adorate e pubblicate la sua schifosa e squallida gallery di pezzi di carne. – – – – Gay .it oltre a fare schifo, siete quanto di più fasullo, falso, ipocrita che ci sia! – – – Questa rimbalza direttamente su Facebook, così tutti sapranno che non solo siete falsi e opportunisti (per un pezzo di carne, poi) ma anche che SOSTENETE L’OMOFOBIA.

  4. Riassumendo. Uno lo ha criticato sul web e lui ha risposto insultandolo e offendendolo usando termini omofobi – come è dimostrato – e poi dicendo che ha risposto in modo “colorito”. Per me chi offende, ingiuria e usa parole pesanti e aggressive è sempre dalla parte del torto, a me l’educazione l’hanno insegnata così. Il codice civile e penale condannano l’ingiuria e l’offesa della dignità altrui. Forse bisognerebbe studiare prima di affermare certe cose: insultare è reato non è libertà di opinione, essere insultati non è vittimismo, è subire una violenza e un reato. Io non penso che gli omosessuali debbano piacere a tutti, se non ti piacciono pace me ne farò una ragione, ma questo non ti autorizza a insultare e a mancare del rispetto umano.
    Un’ultima cosa: ho visto tantissimi casi di processi per cose anche meno pesanti, molti non si rendono conto che il web non è “liberi tutti” o un corpo estraneo, al contrario sul web resta tutto inclusa la violazione della legge.

Lascia un commento