Guide scout gay e trans nell’esercito: in Usa cadono gli ultimi tabù

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Ancora passi avanti verso l'uguaglianza, anche nelle forze armate e nell'associazioniamo.

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Dopo la storica sentenza della Corte Suprema sul matrimonio egualitario, cadono altri due tabù storici. Il primo riguarda l’associazionismo e nello specifico i Boy Scout of America, spesso al centro di polemiche per la chiusura nei confronti di possibili vertici dichiaratamente omosessuali . Ora, però, il comitato esecutivo dell’associazione ha approvato all’unanimità una risoluzione che consente alle squadriglie di scegliere il loro leader a prescindere dall’orientamento sessuale.
Di fatto, il comitato non fa che prendere atto di una realtà già esistente: molte unità locali avevano già adottato questa politica, senza curarsi dei divieti dei vertici che rispondevano ai diktat delle gerarchie cattoliche e battiste. La decisione del comitato esecutivo, però, fa di questa scelta una politica ufficiale dell’associazione che segna la fine di qualsiasi discriminazione all’interno dell’associazione.

L’altro tabù cade, invece, nell’esercito. Abolito, infatti, il Don’t Ask Don’t Tell rimaneva ancora il divieto per le persone trans di entrare a far parte delle forze armate statunitensi.
Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Associated Press, il Pentagono avrebbe deciso di eliminare il divieto. L’annuncio ufficiale è atteso entro la settimana. Il primo effetto e, a quanto pare, anche lo scopo immediato della decisione, sarebbe quello di impedire che le persone trans che già vestono la divisa (si stima siano 15.000) siano costrette ad abbandonare la carriera militare. Lo scorso giugno, in occasione delle celebrazioni per il mese dell’orgoglio gay volute da Obama alla Casa Bianca, Ash Carter, ministro della Difesa, aveva dichiarato: “Vogliamo arrivare ad un punto in cui nessuno presta servizio in silenzio e dove trattiamo tutti i nostri soldati, marinai, avieri e Marine con la dignità e il rispetto che meritano”.
Il caso più noto è forse quello di Chelsea Manning, entrata nell’esercito quando si chiamava ancora Bradley e diventata famosa per essere stata la whistleblower che ha passato a Wkilieaks migliaia cablogrammi segreti e, per questo condannata a 35 anni di reclusione per alto tradimento.

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