Gullotta: “La Rai non mi volle come don Puglisi perché gay”

L’attore siciliano, tra i primi a fare coming out, ha raccontato che gli venne negato il ruolo di padre PIno Puglisi per via della sua omosessualità. E ad opporsi non fu la chiesa, ma la Rai.

"Fare outing non è un obbligo ma siamo un paese bigotto, perfino alcuni organi di stampa hanno sentito il dovere di definire “un collaboratore” il compagno di Lucio". A dirlo è Leo Gullotta noto e stimato attore e comico italiano con una lunga carriera alle spalle fatta di cinema, teatro e televisione. E lo ha detto durante un’intervista rilasciata a Leggo in cui il giornalista gli chiede di raccontare un episodio di discriminazione di cui è stato vittima.

A Gullotta, infatti, venne negato il ruolo di Don Pino Puglisi, il parroco palermitano ucciso dalla mafia, proprio a causa della sua omosessualità."Don Puglisi era in odore di beatificazione, dare il ruolo a un omosessuale non andava bene" spiega Gullotta a Leggo. Ma la cosa, forse, ancora più incredibile è che non fu qualche monsignore a puntare i piedi perché l’attore siciliano non avesse quel ruolo, ma la Rai.

"Non si trattò di un monsignore – racconta Gullotta -. Di traverso si mise un burocrate del settimo piano di Viale Mazzini".

Leo Gullotta è uno dei primi uomini di spettacolo italiani ad avere fatto coming out in tempi, strano a dirsi, ancora più difficili di questi. Era il 1995 e in un’intervista rilasciata al settimanale Rome Gay News, l’allora 49enne Gullotta dichiarò pubblicamente la propria omosessualità.

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