Hacker israeliani sabotano sito pro-LGBT libanese con insulti omofobi

di

Il presidente dell'associazione: "Mai un attacco del genere prima d'ora".

CONDIVIDI
110 Condivisioni Facebook 110 Twitter Google WhatsApp
6264 2

Un attacco del genere non ci era mai capitato”: a dirlo è Omar Fattal, presidente di LebMASH, un’associazione operante in Libano a favore della comunità LGBT. Il loro sito è stato preso di mira da alcuni hacker israeliani e adesso in home campeggiano insulti rivolti agli omosessuali. Ma cosa è successo esattamente?

LebMASH (Lebanese Medical Association for Sexual Healt) è un’associazione fondata e ufficialmente riconosciuta nel 2014 in Libano, nella quale operano dottori, psichiatri e psicologi libanesi. L’obiettivo dell’associazione è di sensibilizzare persone comuni e medici circa la marginalizzazione di persone gay e trans in Libano sul tema della salute.

Poche settimane dopo il lancio della prima campagna sulla salute sessuale nel Paese orientale confinante con Siria e Israele il sito dell’associazione è però stato preso di mira: alcuni hacker lo hanno messo fuori uso e hanno piazzato in bella vista la scritta Fuck off homos con hashtag come #FuckPalestine e #FuckLebanon. Gli hacker sono israeliani: “State fuori da Israele, è un ordine” si legge, con una bandiera di Israele sotto a sventolare.

Il presidente di LebMASH ha raccontato al magazine StepFeed: “Avevamo già ricevuto messaggi negativi su Facebook in passato, ma mai un attacco del genere”. E ha aggiunto: “Siamo davvero delusi del fatto che – chiunque ci abbia attaccato – non ha avuto il coraggio di contattarci direttamente per discutere di ogni eventuale differenza di opinione”.

LebMASH è una piccola organizzazione che opera con poco budget e un attacco di tali proporzioni costringerà gli attivisti a mettere mano ai risparmi per rimettere in rete il sito, rendendolo al contempo più sicuro.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Leggi   Spirit Day, Britney Spears al fianco dei giovani LGBT vittime di omofobia
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...