Hillary Clinton annuncia un nuovo piano per neutralizzare l’AIDS

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Abbassamento dei costi dei farmaci, implementazione della PrEP, un team di esperti. E Trump non ha dedicato al tema nemmeno una parola.

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Hillary Clinton, candidata democratica alle prossime presidenziali USA ha molti difetti, ma il suo impegno nella lotta all’AIDS non ha mai avuto nulla da invidiare a nessuno in tutti questi anni. Ieri l’annuncio del suo piano per combattere la malattia: l’obiettivo è di arrivare a una generazione AIDS free.

Dopo la convention nazionale democratica della settimana scorsa dove Daniel Driffin, un attivista gay di colore, sieropositivo dichiarato, ha tenuto un discorso memorabile ai delegati sull’importanza di avere una generazione libera dall’AIDS, la Clinton ha svelato una serie di obiettivi, metodi e indirizzi che, come Presidente degli Usa, adotterà per combattere HIV e AIDS.

Oltre a ingaggiare una serie di esperti e specialisti sul tema, il piano prevede espandere programmi di assistenza di importanza critica, rimuovere disparità e barriere nell’accesso alle cure mediche e terminare stigma e discriminazione sociale.
Viene presentato il President Emergency Plan for AIDS Relief, che espande il numero di soggetti che possono accedere ai trattamenti (attualmente, negli Stati Uniti le cure sono a carico del paziente o della sua assicurazione sanitaria sempre che questa copra tale patologia), finanzia svariati progetti di ricerca scientifica e soprattutto espande l’uso della PrEP per ridurre il numero di contagi da attività sessuale non protetta. Forse la cosa più ambiziosa e importante del piano è il progetto di ridurre il costo dei farmaci anti HIV. Da segretario di Stato, la Clinton aveva finanziato piani di intervento americano diretto nei paesi del terzo mondo per fornire farmaci e cure mediche ai malati di AIDS con medici e strutture americane.

 

Nel piano viene sottolineato come lo sfidante Donald Trump non abbia dedicato una sola riga del suo programma politico alla lotta all’AIDS e al sostegno dei malati, donne e bambini compresi. “Sotto il governo di Mike Pence (vicepresidente candidato repubblicano) l’Indiana (il suo Stato) ha sperimentato una delle peggiori epidemie di HIV negli ultimi 20 anni, a causa della opposizione ideologica di Pence ai programmi di sensibilizzazione contro lo scambio siringhe, che ha fatto esplodere l’infezione tra i tossicodipendenti (e di conseguenza ai loro partner sessuali)“.

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