Hiv, niente privacy in Puglia: così i malati smettono di curarsi

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La denuncia del Cama-Lila: "Pazienti costretti a rivelare di essere sieropositivi sui moduli per l'esenzione del ticket".

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Nella regione l’accesso alle cure e la lotta allo stigma dell’Hiv sono messi a rischio dalla burocrazia: con gravi pericoli per la salute.

L’associazione Cama-Lila di Bari, che assiste le persone affette da Hiv, è in procinto di inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Bari ed al Garante della privacy, per le continue violazioni della riservatezza dei pazienti.

A produrre questo risultato le disposizioni per arginare le prescrizioni mediche fasulle varate dalla regione guidata da Michele Emiliano, che però obbligano tutti coloro che hanno delle malattie croniche a richiedere prima il certificato medico con la patologia al proprio dottore per poi presentarlo all’Asl competente al fine di ricevere il codice dell’esenzione.

Una situazione che sta creando non pochi problemi alla privacy delle persone Hiv+, costrette a rivelare il proprio stato sierologico sia al medico di base sia agli operatori delle Asl territoriali, da cui ci sarebbero già stati casi di violazione del segreto professionale. Stando alla denuncia dell’associazione, specie nei centri più piccoli, alcuni malati avrebbero già rinunciato alle cure, ponendo un grave rischio per la propria salute e per quella degli altri.

“Altre persone, inoltre
– scrive su Facebook la presidente di Cama-Lila Angela Callusoci segnalano che sulle richieste mediche e/o su certificati sanitari stampati per qualsiasi motivo, a piè pagina, compare a chiare lettere l’acronimo HIV e tutto ciò contravviene la Legge 135 del 1990. Il Cama-Lila, ha già segnalato tali violazioni alla Regione Puglia ed ai dirigenti del dipartimento Promozione della salute inviando una nota al fine di porvi rimedio, ma da circa tre mesi aspetta una risposta”.

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