I bulli chiedono scusa, le vittime ritirano la denuncia

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Calogero e Vincenzo, vittime 16enni di un'aggressione avvenuta a Canicattì, hanno accettato le scuse degli aggressori in un incontro alla presenza del commissario, delle famiglie e delle associazioni

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Si è conclusa con delle pubbliche scuse e il ritiro della denuncia da parte delle due vittime l’episodio di omofobia che aveva visto protagonisti due ragazzi di Canicattì, in provincia di Agrigento.

In un incontro che si è tenuto negli uffici del Commissariato di P.S. di Canicattì alla presenza delle famiglie, del Dirigente del Commissariato, Dott. Corrado Empoli, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Canicattì Manuela Seminatore, del legale dei due aggressori, del Presidente provinciale di Arcigay Agrigento Agostino De Caro e del Presidente di Arcigay Sicilia Paolo Patanè, gli aggressori hanno chiesto scusa alle vittime che, di contro, hanno ritirato la denuncia che avevano sporto.

"Abbiamo assistito ad un gesto di grande valore civile e che alla fine rende le due vittime davvero dei giganti  – hanno sottolineato De Caro e Patanè -. Ci siamo resi conto della sincera sofferenza dei due aggressori e dei rispettivi genitori e della volontà di rimediare in qualche modo ad un gesto molto grave, ma la serena volontà degli aggrediti di perdonare e persino di rimettere la querela non era assolutamente scontata, ed ha lasciato in tutti un’immagine di forza e di autorevolezza per le modalità con cui è maturata".

"Questa riconciliazione non cancella evidentemente il gesto – silegge in un comunicato dell’Arcigay siciliana -, ma dimostra la determinazione e la civiltà dimostrata da tutta la comunità e dalle Istituzioni di Canicatti (il Comune si era detto disponibile a costituirsi parte civile in un eventuale processo, ndr) e Agrigento per il modo con cui hanno voluto e saputo affrontare un episodio senza precedenti. Rimangono evidentemente delle sfide aperte, ovvero la necessità che le Istituzioni affrontino attraverso strategie precise ed iniziative concrete , e quindi con adeguati strumenti culturali, formativi ed informativi, quei contesti da cui spesso possono derivare disagi, discriminazioni, omofobia fino a possibili esplosioni di violenza".

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