I candidati LGBT al Pd: “Costruiamo insieme nuove libertà”

Lanciano un appello a tutti coloro che credono in uno stato laico e nei diritti civili delle persone, perché, dicono, “questo sarà il luogo più utile a fare avanzare queste battaglie”.

In molti, all’interno della comunità LGBT, sfiduciati dalle delusioni ricevute dalla politica istituzionale negli ultimi anni, non ultima la vicenda dei DiCo e poi dei CUS finiti nel dimenticatoio, si sono chiesti perché dovrebbero riporre la loro fiducia nel nascente Partito democratico. E, naturalmente, si sono chiesti perché alcune persone, da sempre impegnate nella battaglie del movimento LGBT per i diritti e l’uguaglianza delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali, si siano candidate nelle liste del Pd.

A due giorni dalle elezioni primarie, i candidati LGBT all’assemblea costituente rispondono, con un documento comune, a queste domande.

“Lo facciamo perché siamo convinti che il partito che sta per

nascere sarà il luogo più utile a fare avanzare concretamente le nostre battaglie. L’incontro fra culture diverse costringerà tutti a confrontarsi a fondo per trovare risposte nuove a bisogni nuovi, superando la logica di coalizione per cui i temi più difficili vengono  ignorati o affidati alla libertà di coscienza.  Il nuovo partito – scrivono i 31 candidati – sarà lo specchio di un pezzo di Paese più grande di quello rappresentato dai partiti che oggi gli danno vita, un luogo in cui discutere le proposte da avanzare al Paese, un nuovo laboratorio di idee che nasce con l’obiettivo di essere luogo di dialettica e confronto senza il bisogno di ideologie ma basandosi sui problemi reali dei cittadini. Questo è oggi il luogo in cui rilanciare le richieste del movimento LGBT”.

Ti suggeriamo anche  Sud Africa, coppia gay sorpresa a fare sesso: filmata e umiliata dalla polizia

E poi si parla degli obiettivi reali per i quali impegnarsi: “una seria legge contro ogni discriminazione, l’uguaglianza giuridica per le famiglie omosessuali, la promozione del diritto alla salute per le persone LGBT, la modifica delle leggi sul cambio di sesso e sulla fecondazione assistita – continuano gli aspiranti componenti dell’assemblea generale- . Sono gli obiettivi del movimento LGBT italiano ed internazionale, e sono i nostri obiettivi: più saremo a

sostenerli dentro il Pd, prima diventeranno obiettivi del centrosinistra e leggi dello Stato”. Senza dimenticare, naturalmente, il principio della laicità dello Stato che però, spiegano i firmatari dell’appello, “non significa ricercare contrapposizioni ideologiche o rifiutare il confronto con le diverse opinioni, anche religiose: al contrario, è la condizione perché questo dialogo possa avere luogo e produrre decisioni ispirate al rispetto della pluralità culturale e dei diritti fondamentali e non ai principi specifici di una religione”.

Ottimisti, certo, ma perfettamente coscienti delle difficoltà che una realtà composita come quella che si appresta a essere il Pd comporta per l’affermazione dei principi e dei diritti cari alla comunità LGBT. 

“Conosciamo direttamente la fatica di abbattere pregiudizi, contrastare inerzie e pigrizie, superare veti ideologici. Abbiamo ben presenti le resistenze conservatrici presenti nel Paese, nel

parlamento e nello stesso centrosinistra -continuano i candidati – . Sappiamo che le ritroveremo anche nel nuovo partito. Ma allo stesso tempo e, anzi, a maggior ragione pensiamo che questa sia la frontiera più avanzata in cui spendere le nostre energie per la costruzione delle riforme necessarie ad un’Italia più civile, in cui l’orientamento sessuale o l’identità di genere non siano ostacolo alla ricerca della felicità”.  Convinti di essere nel posto giusto e al momento giusto per portare avanti le lotte che da decenni si portano avanti in sedi on istituzionali, i 31 firmatari lanciano un appello: “A tutte le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, a tutte e tutti quelli che hanno a cuore la costruzione di un Paese laico e libero – scrivono – chiediamo di condividere con noi questo impegno, aiutandoci a costruire un partito nuovo che sia lo

strumento per nuove libertà”. Seguono le firme di tutti i candidati.

Ti suggeriamo anche  Viktor Fischer, cori omofobi contro il calciatore danese che replica: "Gay non è un insulto"

Cristiana Alicata (Roma)

Andrea Ambrogetti (Roma)

Carmela Antonino (Molfetta)

Flavio Arditi (Empoli)

Fabio Astrobello (Reggio Emilia)

Alessandro Bandoni (Massa Carrara)

Andrea Benedino (Ivrea)

Riccardo Camilleri (Roma)

Alfredo Capuano (Roma)

Maurizio Caserta (Acireale)

Matteo Cavalieri (Bologna)

Nicola Cicchitti (Trieste)

Anna Paola Concia (Roma)

Alessio De Giorgi (Pisa)

Edoardo Del Vecchio (Roma)

Giacomo Deperu (Pordenone)

Giuliano Gasparotti (Firenze)

Nunzio Liso (Andria)

Sergio Lo Giudice (Bologna)

Anna Maria Mucciarelli (Bologna)

Dario Nistri (Firenze)

Fabio Omero (Trieste)

Enrico Peroni (Vicenza)

Francesco Piomboni (Firenze)

Enrico Pizza (Udine)

Mario Scafetta (Empoli)

Ivan Scalfarotto (Corsico)

Ennio Trinelli (Bologna)

Carmine Urciuoli (Aversa)

Lucia Vagnoli (Empoli)

Marco Volante (Milano)