I FIGLI DEI DIVERSI

I dati della statistica in una ricerca scientifica tedesca su ben 8300 bambini con genitori gay. La più completa mai realizzata in Europa.

BERLINO – Si chiama Bernd Eggen l’autore del rilevamento statistico sulla condizione dei bambini con genitori gay del settore di ricerca dell’istituto statistico regionale del Baden-Württemberg. Il campione è grande, si tratta di 8300 bambini sul territorio tedesco. La ricerca è pubblicata sulla rivista dell’istituto statistico regionale "Wort und Zahl" (Parola e Numero) 2° quaderno dell’anno 2002.

Nessun argomento solleva così tante discussioni come la costituzione di famiglie gay. Il modello eterosessuale impone ancora che un bambino abbia un padre e una madre, non due padri o due madri. L’omosessualità viene considerata ancora da molti come una malattia o un peccato. Si teme che i bambini diventino a loro volta omosessuali, che vengano emarginati dai loro compagni, che siano danneggiati dalla labilità psichica dei genitori e dalla loro promiscuità sessuale fino a diventarne addirittura vittime.

Finora mancavano in Germania dati scientifici che mettessero in chiaro la situazione.

Ricerche precedenti

Le ricerche svolte soprattutto in America avevano vari difetti: si ponevano fin troppo sulla difensiva, cercando di dimostrare che il modello familiare soddisfaceva i requisiti di quello eterosessuale, alcuni non citavano le fonti o tacevano i connotati storici, come il fatto che i bambini fossero frutto di matrimoni eterosessuali da cui un genitore si distaccava in seguito con chiari traumi per il bambino. Una riconsiderazione di 21 studi effettuati soprattutto in America ha portato ai seguenti risultati: i figli di omosessuali diventano a loro volta omosessuali con la stessa frequenza dei figli di eterosessuali. Non è l’orientamento sessuale dei genitori, ma il loro sesso a incidere sul comportamento dei figli. In particolare i figli di due donne dimostrano più raramente un comportamento conforme alla divisione dei ruoli di figli di eterosessuali. La discriminazione sociale ha ripercussioni soprattutto nella fase puberale in cui i figli tendono a vergognarsi di fronte ai propri compagni dei propri genitori. I dati di questi studi soffrono tuttavia di una limitazione contestuale dovuta al fatto che la maggior parte degli omosessuali intervistati vive in grandi città o in città universitarie in cui il livello di tolleranza e accettazione è decisamente maggiore che altrove.

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L’aspetto più interessante riguarda il fatto che i figli di gay si sviluppano in modo diverso dai figli degli eterosessuali, questa diversità è tuttavia ben lungi dall’essere un disvalore.

I dati tedeschi

Su questa base critica si è mosso Eggen nel suo rilevamento sul territorio tedesco federale. Il suo microcensimento è il più grande del genere svolto a livello europeo. Nell’anno 2000 hanno risposto 47.000 coppie gay conviventi. Il numero è salito rispetto agli anni precedenti: 38.000 nel 1996, 44.000 nel 1998 e 41.400 nel 1999. Le coppie eterosessuali sposate sono invece 19,5 milioni e 2,1 milioni sono le coppie non sposate conviventi con partner diversi. Le coppie omosessuali rappresentano lo 0,2%. In realtà sono state considerate solo le coppie che hanno risposto al censimento, secondo dati approssimativi si calcolano invece circa 146.000 coppie omosessuali conviventi.

Sulla base delle coppie intervistate risultano 8300 bambini. Non sono stati considerati tuttavia né i bambini di genitori omosessuali che non hanno dichiarato di convivere in un rapporto omosessuale, né quelli che – pur avendo un genitore omosessuale – continuano a vivere in una famiglia ufficialmente eterosessuale; in questo caso il loro numero salirebbe a 25.000.

Età e scolarizzazione

Otto bambini su dieci hanno meno di 18 anni, tre su quattro hanno 14 anni o meno. La struttura dell’età assomiglia a quella dei bambini di genitori eterosessuali conviventi e non sposati. Due terzi dei figli di coppie gay va a scuola, in questo la frequenza scolastica è più alta di quella dei figli di coppie eterosessuali.

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Provenienza

Il censimento non chiarisce la provenienza dei figli, cioè se da inseminazione, adozione, affidamento o da matrimoni precedenti, ma due terzi dei figli ha un genitore sposato, separato, divorziato o vedovo. Si devono dunque considerare i traumi dovuti alla separazione o al coming-out del genitore.

Città, metropoli o campagna?

La maggior parte delle famiglie gay tedesche non abita in grandi metropoli, ma in città di 50.000 abitanti, e questo è in linea con le preferenze delle famiglie eterosessuali.

Età e divisione dei ruoli dei genitori

L’età media dei genitori gay è sui 35 anni e il loro livello di istruzione è alto. La divisione dei ruoli non segue il modello eterosessuale, ma è più libera, flessibile e segue più le preferenze dei singoli partner. In genere è il genitore biologico a prendersi più cura dell’educazione del figlio, questa tendenza diminuisce tuttavia nelle coppie di due donne. Solo un terzo dei figli ha un solo genitore che lavora, in questo la statistica si pone contro il modello eterosessuale in cui è l’uomo che per lo più lavora.

I figli delle coppie registrate

Data la recente approvazione della legge sulle coppie omosessuali non ci sono dati apprezzabili sui figli di coppie omosessuali registrate. I dati invece della Danimarca, che nel 1999 ha anche approvato l’adozione del figlio del partner in una coppia registrata, sono molto interessanti: 11 figli nel 1990 e 331 nel 2001.

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L’unica vera differenza con i figli degli eterosessuali si pone sul piano della discriminazione dell’ambiente sociale.

Nel frattempo in Germania è appena uscito un libro dal titolo "Vieni, ti faccio vedere i miei genitori!" in cui Michael Link il compagno del celebre cantante tedesco Patrick Lindner (una specie di Albano gay) descrive la vita familiare di ogni giorno dal punto di vista di Daniel, il bambino che la coppia ha adottato già da diverso tempo. Il libro ha già venduto più di 7000 copie (Per chi è interessato all’edizione tedesca: Michael Link, mm, ich zeige Dir meine ElternEdition Riesenrad, 2002, ISBN: 3935746229).

Insomma la campagna della associazione dei gay e delle lesbiche tedesche ha colto proprio nel segno. Si muove sullo stesso terreno dei valori perbenisti e con la stessa metro di giudizio stabilisce un confronto che sicuramente brucia alle anime cristiane bacchettone: su un manifesto appare a sinistra Angela Merkel, attuale capo della democrazia cristiana tedesca e figlia di un pastore protestante accompagnata dal suo secondo marito, a destra c’è invece una coppia di lesbiche con quattro bambini. La domanda è "Chi è famiglia? La signora Merkel sposata in seconde nozze senza figli o Andrea e Sylvia insieme da 20 anni con quattro figli? L’amore merita rispetto!".

Sui genitori gay, potete consultare il libro Due uomini e una culla, di Dan Savage, recentemente pubblicato da Tea

di Emanuele Sgherri – da Berlino