I gay in fuga da paesi omofobi avranno asilo in Europa

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A stabilirlo è una sentenza della Corte Europea di Giustizia che si è espressa sul caso di tre africani: "I gay sono un gruppo sociale esposto al rischio...

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I Paesi dell’Unione Europea offriranno asilo politico a tutte le persone lgbt costrette a scappare da un paese in cui l’omosessualità è considerata reato e punita con il carcere. A stabilirlo è una sentenza della Corte Europea di Giustizia che si è espressa sui casi di tre gay richiedenti asili giunti dalla Sierra Leone, dall’Uganda e dal Senegal. I tre avevano chiesto asilo all’Olanda che, però, aveva preferito rivolgersi alla Corte Europea che ha stabilito che non è ragionevole aspettarsi che una persona nasconda il proprio orientamento sessuale per evitare la persecuzione.
“L’orientamento sessuale di una persona è una caratteristica fondamentale della sua identità – recita la sentenza – e nessuno può essere costretto a rinunciarvi”.

“Gli omosessuali che richiedono asilo – c’è scritto ancora nella pronuncia – devono essere considerati un particolare gruppo sociale esposto al rischio di persecuzione a causa del loro orientamento sessuale”. Per questa ragione, al pari dei perseguitati per ragioni religiose, etniche o politiche, gli omosessuali che vivono in nazioni che criminalizzano l’omosessualità sono da considerare soggetti aventi diritto allo status di rifugiato.
Finora, non esisteva una regolamentazione a livello europeo che riguardasse le persone lgbt. Erano frequenti, infatti, i casi di persone gay o lesbiche che facevano richiesta di asilo politico e se la vedevano rifiutare dai paesi membri dell’UE.
Come riporta PinkNews, ad esempio, nel 2010 il 99 per cento delle richieste di questo genere sono state rifiutate, contro il 73 per cento di rifiuti opposti a domande di asilo per altre ragioni.

“Adesso l’obiettivo – commenta Sergio Lo Giudice, senatore del Pd ed ex presidente di Arcigay – deve essere quello di giungere al più preso ad una depenalizzazione universale dell’omosessualità, così come prevede la bozza di risoluzione proposta dall’Unione europea che giace tuttora all’Assemblea generale delle Nazioni Unite”. “In questa battaglia – conclude Lo Giudice che è anche membro della Commissione Diritti Umani del Senato – l’Italia deve giocare un ruolo da protagonista a difesa delle libertà e dei diritti fondamentali e contro ogni forma di
persecuzione omofobica e transfobica”.

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