“I gay? Meritano solo di essere torturati e uccisi”

Sono le parole con cui un parlamentare iraniano ha liquidato la questione omosessualità davanti ai colleghi inglesi in occasione di una riunione dell’Unione Interparlamentare a Londra.

E’ ancora l’Iran a far parlare di sè per il trattamento riservato alle persone LGBT. Ricordate le dichiarazioni che  Ahmadinejad in persona aveva fatto lo scorso settembre fa davanti ad una platea di universitari della Columbia University? In quell’occasione il presidente aveva detto che in Iran i gay non esistono suscitando non poche polemiche tra gli ascoltatori e non solo.

Adesso, invece, nessuna ipocrisia, ma il modo reale in cui il governo iraniano considera i gay viene fuori dalle parole di un deputato iraniano, colte per caso.  "Gli omosessuali meritano di essere torturati e giustiziati": a indicare quale dovrebbe essere la ‘giusta punizione’ per i gay è Mohsen Yahyavi, un parlamentare iraniano componente della commissione Energia del Majilis, che diventa così il primo politico di alto livello di Teheran a giustificare la pena di morte per gli omosessuali.

Secondo quanto scrive il "Times", Yahyavi ha spiegato le ragioni per cui i gay devono essere impiccati durante un incontro con alcuni parlamentari britannici in occasione di una riunione dell’Unione interparlamentare a Londra nel maggio scorso.

Il parlamentare, riferisce un funzionario del Foreign office presente alla riunione, "ha spiegato che l’Islam non permette l’esistenza di

gay e lesbiche: se l’attività omosessuale avviene in privato, non ci sono problemi, ma quelli coinvolti in attività esplicite dovrebbero essere giustiziati (inizialmente ha detto torturati, poi ha cambiato in giustiziati)".

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Secondo Yahyavi, scrive ancora il quotidiano britannico, "l’omosessualità è contro la natura umana e gli uomini sono qui per riprodursi, gli omosessuali non si riproducono".