I quartieri gay portano progresso, benessere e integrazione

Dopo le dichiarazioni dell’Eurodeputato della Lega Nord, Matteo Salvini, la risposta di Arcigay Milano: “Per Palazzo Marino ospitare la più grande comunità lgbt d’Italia non è una risorsa”

Milano – Ancora acceso il dibattito sui quartieri gay. Dibattito politico e ideologico, basato soltanto sulle parole: per quanto alcune attività commerciali gay negli ultimi tempi si siano concentrate nella zona di Porta Venezia, di fatto a Milano (e in Italia tutta) siamo ancora ben lontani da avere veri e propri quartieri gay. Comunque sia, è sempre positivo che se ne discuta e che la questione salga agli onori delle cronache. Non senza un pizzico d’ironia quindi, dobbiamo ringraziare alcuni esponenti politici come Matteo Salvini della Lega Nord, che con le loro discutibili affermazioni, alla fine non fanno altro che portare alla ribalta temi su cui è importante discutere. Alle dichiarazioni di ieri dell’eurodeputato della Lega Nord non si è fatta attendere la risposta di Arcigay, chiamato direttamente in causa dalle parole di Salvini.

“La Lega nord e la maggioranza – commenta Marco Mori, presidente di Arcigay Milano, Centro di Iniziativa Gay – giustificano il fallimento della loro politica razzista dell’odio preventivo con altro odio. Occorre una politica dell’integrazione e non della paura. I fatti di via Padova insegnano che l’esperienza delle destre al governo della città è fallimentare perché questi signori sono stati capaci di alimentare solo odio verso tutte le forme di diversità, instillando nei cittadini paura verso tutto ciò che può apparire diverso da un’ipocrita percezione della normalità. Certi esponenti della Lega Nord, famosi per i loro cori razzisti, farebbero bene a visitare le grandi capitali europee e mondiali, dove i quartieri gay come i quartieri di minoranze etniche svolgono ruoli essenziali nei progetti di riqualificazione ambientale, economica e abitativa, e sono funzionali a politiche di integrazione di tutte le minoranze: etniche, culturali, linguistiche e religiose."

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La Lega Nord e tutto il centro-destra – prosegue il comunicato di Arcigay – sono portatori di una politica di odio preventivo che non ha portato a nulla, ma solo al disordine e alla ghettizzazione e a ipocriti slogan elettorali. Evidentemente, una maggioranza attualmente alle prese con una seria questione morale, ha perso il contatto con la città che dovrebbe amministrare: ci sono intere zone come quella dei bastioni di Porta Venezia dove si sta consolidando una fitta rete di attività gay e gay-friendly, perfettamente integrate ed apprezzate dai cittadini, ma per Palazzo Marino ospitare la più grande comunità lgbt d’Italia non è una risorsa”.